3 libri imperdibili dal: Pakistan

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3 grandiosi libri dal Pakistan, paese straordinario che non ha mai smesso di stupire

Piccola premessa

Questa non è un classifica ma un suggerimento a chi dovesse approcciarsi per la prima volta a questi paesi ed a queste aree del mondo ed è legata anche al gusto personale dell’autore. Mettere solo 3 opere (rischiando così di lasciar fuori interi paesi) è stata una scelta ben precisa dovuta a qualcosa che spesso ci si dimentica: i libri non sono gratis. Il nostro intento è quello di fornire a principianti ed esperti 3 titoli effettivamente “irrinunciabili”, che possano così permettergli di godersi un buon testo e/o scoprire qualcosa di nuovo, permettendogli di fare solo spese “azzeccate”.

Pakistan

Un ultima precisazione: ad oggi ho letto molti libri ma solo due autori di questo straordinario paese, ma ci stiamo già attrezzando per ampliare la nostra conoscenza di questa magnifica letteratura . Avete degli “imperdibili” diversi? Siamo curiosissimi di conoscerli, in futuro inizieremo delle dirette di 30 minuti/1 ora proprio partendo da queste liste; rimanete collegati per ricevere novità. Vi lasciamo alla lista, buone letture.

“Il poema celeste” di Allama Muhammad Iqbal

“Questa è l’opera di uno dei massimi poeti dell’Oriente moderno, Muhammad Iqbâl, da noverarsi tra gli spiriti maggiori dell’Asia, nella quale al fermento dei movimenti politici si accompagna, preparandoli e infondendo in essi impeto e vigore d’idee, un tormentato risveglio spirituale. Nel Poema Celeste il misticismo di Jalâl-ud-dìn Rûmì si è tramutato, per l’urgere dei tempi, in operosa partecipazione ai dolori ed alle delusioni umane; l’incontro dell’oriente e dell’occidente, più genericamente della fede e dell’intelletto, aveva suscitato nell’animo di Iqbâl nuove ansie, che rispecchiandosi nella sua opera interpretavano le speranze e le aspettazioni del suo popolo e della nostra età e rivalutavano quell’azione che troppo spesso l’Asia aveva sacrificata al pensiero.”

Iqbal

Uno dei libri più straordinari che abbia letto in tutta la mia vita, l’unico che ho riletto appena finito. Il testo di Allama Muhammad Iqbal ci porterà a compiere un nuovo Miraj in cui conosceremo personaggi incredibili fra cui: Zoroastro, Hallaj, il Diavolo, Buddha, Nietzsche e tanti altri ancora. Ad accompagnarci, una guida straordinaria quale Rumi e un traduttore fenomenale quale Bausani, oggettivamente l’unico in grado di rendere giustizia ai versi di Iqbal. Sul sito trovate addirittura un articolo per capitolo, ognuno è una perla poetica sulla quale riflettere a lungo. Testo che probabilmente non eguali nella storia della letteratura mondiale; Iqbal non è solo un sapiente, è un genio assoluto.

“Le civiltà del disagio” di Mohsin Hamid

«Se la globalizzazione ha da prometterci qualcosa, qualcosa che possa spingerci ad accogliere a braccia aperte il caos che ne deriva, allora quel che ha da prometterci è questo: saremo piú liberi di inventare noi stessi». Con tale dichiarazione di intenti si apre questa raccolta di articoli e brevi saggi di uno dei piú provocatori e stimolanti narratori del nostro tempo. Ma nel mondo globalizzato abbiamo davvero la libertà di inventare noi stessi? Tutto sembra indicare il contrario, perché ogni pretesto è buono per imprigionarci in quelle «illusioni dilaganti, pericolose e potenti» che portano il nome di civiltà. Hamid lo chiama il giogo del depistaggio: «Ci viene detto di dimenticare le fonti del nostro disagio perché c’è in gioco qualcosa di piú importante: il destino della nostra civiltà». E cosí finisce per sembrarci inevitabile che provare inutilmente a respingere l’immigrazione e a sigillare le frontiere sia piú importante che porre rimedio al disordine economico e alle crescenti disparità sociali. Muovendosi fra i ricordi personali e la riflessione politica, fra la letteratura e la cronaca, Hamid guarda al mondo che ci circonda con gli occhi di uno scrittore cresciuto fra il Pakistan e gli Stati Uniti, vissuto a Londra e tornato di recente ad abitare a Lahore. E leggendolo noi scopriamo che forse è possibile liberarsi dal giogo del depistaggio, e «mettersi insieme per inventare un mondo post-civiltà, e quindi infinitamente piú civile».

hamid

Un libro necessario più che mai nell’epoca che stiamo vivendo. Attraverso la sua vita, Hamid ci porterà a comprendere definitivamente cosa sia la globalizzazione, permettendoci di risolvere i problemi da essa derivata. Come ripetuto più e più volte da Hamid, infatti, è necessario smarcarsi dalle idee preconcette che abbiamo del mondo, riuscendo così a costruirci per chi siamo e chi vogliamo essere veramente. Un testo che, ad anni di distanza, è ancora in grado di farmi provare emozioni, lettura imprescindibile per i nostri tempi.

“Il fondamentalista riluttante” di Mohsin Hamid

Ogni impero ha i suoi giannizzeri, e Changez è un giannizzero dell’Impero Americano. Giovane pakistano, ammesso a Princeton grazie ai suoi eccezionali risultati scolastici, dopo la laurea summa cum laude viene assunto da una prestigiosa società di consulenza newyorkese. Diventa cosi un brillante analista finanziario, sempre in viaggio ai quattro angoli del mondo. Impegnato a volare tra Manila e il New Jersey, Lahore e Valparaiso, e a frequentare l’alta società di Manhattan al braccio della bella e misteriosa Erica, Changez non si rende conto di far parte delle truppe d’assalto di una vera e propria guerra economica globale, combattuta al servizio di un paese che non è il suo. Finché arriva l’Undici settembre a scuotere le sue certezze. “Vidi crollare prima una e poi l’altra delle torri gemelle del World Trade Center. E allora sorrisi”.

fondamentalista

Hamid è in grado di muovere completamente il mio animo e questo libro è forse quello che, nel corso del tempo, è riuscito a guadagnarsi un posto più grande nella mia vita. Apparso persino nella mia tesina del liceo, questo libro risulta essere uno dei testi più alti per quanto riguarda la letteratura e, nello specifico, quella “sul terrorismo“. Di questo esiste anche una bellissima versione cinematografica di Mira Nair.

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