Da Laodicea sul Lico a Denizli, dall’Anatolia greca a quella turca

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L’evoluzione dell’antica Laodicea sul Lico è fondamentale per comprendere la storia dell’Anatolia, territorio stracolmo di storia, troppo spesso dimenticata

Le parole di Ibn Battuta

Denizli
Pamukkale, nei pressi di Denizli

“Magnifica ed imponente con le sue sette moschee del venerdì, Laodicea possiede giardini stupendi, acque inestinguibili, fontane zampillanti e bei mercati. Quanto agli artigiani, quasi tutte donne bizantine, producono un eccezionale tessuto di cotone broccato d’oro, chiamato con il nome della città, che dura a lungo grazie alla qualità ed alla robustezza del filato.”

Ibn Battuta

Origini

Il territorio intorno alla città venne abitato sin dal 6000 a.C. ove sorse un primo insediamento chiamato inizialmente Diospolis “La città di Zeus” e poi Rhoas. Sarà solo nel 253 a.C. che il re seleucide Antioco II fonderà effettivamente Laodicea sul Lico, rinominando così quel luogo come la sua consorte. Inizialmente rimase una cittadina di secondaria importanza ma, con la cessione del Regno di Pergamo ai romani e la successiva stabilizzazione politica dell’Anatolia, seppe approfittare più che mai della sua posizione. Quest’ultima gli permise infatti di diventare rapidamente uno dei centri di tutto il commercio anatolico.

Laodicea

Grazie alla loro incredibile vena mercantile, gli abitanti di Laodicea seppero affrontare innumerevoli terremoti senza l’ausilio imperiale, riuscendo ogni volta a tornare più ricchi e colti di prima. Grazie allo straordinario benessere, si sviluppò un profondo gusto per scienza, letteratura, arte e medicina greca, tanto che a lungo le sue scuole divennero fra le più prestigiose in assoluto. Sotto i romani, venne inoltre considerata città libera e gli venne quindi concesso di battere moneta, privilegio riservato a pochissimi centri abitati.

Laodicea e la cristianità

Antioco fece portare qui ben 2000 ebrei di Babilonia e ciò influenzò moltissimo l’insediamento, specie con l’arrivo del cristianesimo. Inizialmente, infatti, tale fede era vista come una corrente dell’ebraismo e non è un caso che i primi centri cristiani fossero anche quelli ove si concentravano i giudei, trovando a Laodicea terreno fertile. La città è particolarmente celebre nella letteratura sacra cristiana dei primissimi periodi, tanto da essere citata più volte nella “Lettera ai Colossesi” di Paolo di Tarso, in alcune versioni greche della “Prima lettera a Timoteo” dello stesso autore e persino nell’Apocalisse di Giovanni.

Laodicea

Il centro divenne poi sede di alcuni dei primi vescovati in assoluto, trasformandosi successivamente persino in un’arcidiocesi metropolitana. Da un punto di vista teologico, il massimo traguardo della città venne raggiunto fra il 363 ed il 364, momento in cui ebbe luogo il Concilio di Laodicea. I problemi, tuttavia, sopraggiunsero nel Medioevo, periodo in cui si ritrovò ad esser terra di confine fra le forze turche e Bizantine. La cittadina sarà infatti più e più volte al centro di conquiste e ciò la spingerà in breve tempo a spopolarsi; ad oggi, di Laodicea sul Lico rimangono solo rovine.

Denizli, la nuova Laodicea

I Selgiuchidi spingeranno allora gli abitanti di questa città e di Hieropolis a recarsi in una città lì vicino, conosciuta oggi con il nome di Denizili, che vuol dire “marino”, in virtù delle tante acque che la circondano. Tale insediamento, in realtà, venne fondato dai greci con il nome di Attouda ma, anche in periodo romano, era rimasto all’ombra delle sue più celebri sorelle.

Denizli

Con l’unione dei due grandi centri, Denizli riuscì a crescere rapidamente in ricchezza e benessere, tanto da colpire sia Ibn Battuta sia Evliya Çelebi per fasto e grandezza. La sua posizione gli permetterà inoltre di non soffrire particolarmente alcun conflitto, riuscendo a donare agli abitanti la pace che avevano perso.

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