Extra: 2 libri imperdibili dal mondo arabo

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2 libri dal mondo arabo su cui non potevamo costruire una lista ma che andavano assolutamente citati

Extra

Ormai da qualche settimana abbiamo lanciato una rubrica nella quale vi portiamo 3 libri davvero irrinunciabili di una certa area; questa volta, però, non siamo riusciti ad identificare un preciso luogo a cui assegnare questi testi, ma sono così belli ed intensi da essere almeno menzionati.

“Una piccola morte” di Mohamed Hasan Alwan (Arabia Saudita)

In questo ambizioso romanzo, Mohamed Hasan Alwan ci conduce in un’epoca lontana, a cavallo tra il XII e il XIII secolo, ricostruendo passo dopo passo e con dovizia di particolari la vita del “sommo maestro” Muhyi-d-din Ibn ‘Arabi, uno dei più grandi sheikh sufi di tutti i tempi, filosofo, mistico e poeta la cui opera ha influenzato molti intellettuali e mistici tanto in Oriente quanto in Occidente (secondo alcuni studiosi avrebbe influenzato, seppur indirettamente, anche Dante Alighieri e San Giovanni della Croce). In apertura del romanzo, Alwan immagina Ibn ‘Arabi, in eremitaggio su una montagna in Azerbaijan, intento a scrivere la propria autobiografia. Le pagine che seguono ripercorrono, sotto forma di narrazione in prima persona, l’intera vita del mistico musulmano, sempre legata a doppio filo agli eventi storici e politici dell’epoca, che hanno influito, spesso in modo diretto, sul suo vissuto quotidiano e sul suo percorso esistenziale.

Ibn Arabi

Un libro da leggere assolutamente, una perla rara per entrare in contatto con il mondo sufi. In questo testo potremo scoprire approfonditamente la figura di uno dei più grandi maestri spirituali del mondo islamico, immergendoci appieno nella sua vita e nella sua storia. Vivremo tristezza e gioia, forza e debolezze di uno degli uomini più interessanti di ogni epoca, in un continuo viaggio alla ricerca del senso dell’esistenza. Il romanzo di Alwan è un capolavoro di straordinario pregio che ci permetterà di avere, inoltre, uno sguardo più che mai fedele sulla vita al tempo del grande mistico, momento di splendore assoluto all’interno del mondo arabo-islamico. La domanda è: “perché non averlo?” e nessuna risposta sarebbe soddisfacente.

“Frankenstein a Baghdad” di Ahmed Saadawi (Iraq)

Il romanzo è ambientato a Baghdad durante l’occupazione americana nel 2005-2006. La città è costellata di esplosioni kamikaze, percorsa da violenze settarie tra sciiti e sunniti e altri gruppi, priva di un ordine statale e civile vero e proprio, immersa nella precarietà economica. Un misterioso personaggio raccoglie e mette insieme i pezzi di cadaveri prodotti dalle esplosioni e crea un Frankenstein, un mostro che comincia a vivere e a vendicare le vittime. Un po’ alla volta questo mostro, su cui indagano inutilmente polizia e giornali, terrorizza la popolazione di Baghdad, passando a colpire anche vittime innocenti.

Frankenstein a Baghdad

Perla assoluta del realismo magico arabo, “Frankenstein a Baghdad” è in grado di dare un volto nuovo alla creatura di Mary Shelley, amplificandone i tratti più interessanti e contestualizzando perfettamente il tutto alla realtà irachena. I personaggi sono tutti azzeccati ed estremamente caratteristici, raccontando, anche solo con la loro presenza, una delle realtà più varie ed articolate di tutto il mondo arabo. Il mostro, in particolare, è qualcosa di superbo per intensità e profondità, andando a rappresentare più che mai concetti quali “la vita” ed il confine fra “bene e male“. Un libro che unisce più generi e più anime e le amalgama con una poeticità rara che fonde bella prosa ad un grande significato, davvero “imperdibile”.

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