3 libri per comprendere il terrorismo: Egitto

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3 libri per comprendere al meglio “come nasce il terrorismo” attraverso le parole di alcuni dei più grandi scrittori del “mondo islamico”. Seconda puntata dedicata all’Egitto

La serie

Vista la tensione scatenatasi in Europa dopo i barbari attacchi terroristici, ho pensato che fosse il caso di avviare una riflessione riguardo a “come nascono i terroristi”. Per farlo, ho scelto di usare uno dei miei strumenti preferiti: la letteratura. Fino a venerdì vi saranno infatti 3 puntate nelle quali analizzeremo questo fenomeno attraverso gli scritti di 3 grandi scrittori del “mondo islamico”, di modo da comprendere appieno un fenomeno tanto triste e sul quale sono state formulate tante assurde e fantasiose teorie.

terrorismo
(foto temporanea, ho prestato “Il grande salto”)

I paesi saranno: il Marocco con “Il grande salto” di Mahi Binebine, l’Egitto con “Palazzo Yacoubian” di ‘Ala al Aswani ed il Pakistan con “Il fondamentalista riluttante” di Mohsin Hamid; buona lettura.

Opera immensa

Pur non essendo l’epicentro del romanzo, “Palazzo Yacoubian” riesce ad offrire preziosi scampoli dell’Egitto di inizio “00, portando con sé molte delle tematiche di quel tempo, incluso il terrorismo. Il libro uscì infatti nel 2002 ed inutile spiegare che l’argomento era divenuto più popolare che mai, andando ad incidere sulla mente di milioni di innocenti nel mondo. Con la storia di Taha, un giovane portinaio del Cairo, al Aswani ci da una visione estremamente approfondita ed accurata del fenomeno terroristico, provando a scavare nel profondo dell’animo umano.

Yacoubian

La sua lettura si rivelerà più che mai corretta una volta scoppiata la guerra in Siria, momento in cui molti giovani egiziani, si troveranno a percorrere una storia più che mai simile a quella del romanzo, rendendolo ancor di più una lettura imprescindibile.

Taha

La storia di Taha assomiglia a quella di tanti: è figlio del portiere del palazzo, fidanzato con una giovane vicina e con il sogno di fare il poliziotto. Il suo percorso verso l’inferno inizierà all’accademia di polizia quando, sentite le sue umili origini, viene denigrato ed ingiustamente bocciato, vedendo così distrutto il suo sogno. Nel frattempo, a causa di alcune difficoltà economiche, la fidanzata è costretta a cedere alle avances di un suo superiore, trovandosi quindi costretta ad interrompere il rapporto con Taha. Senza un lavoro né un amore, il giovane tornerà all’università, dove farà la conoscenza con dei soggetti “al limite”, lasciandosi affascinare dalle loro parole e partecipando così al suo primo incontro.

Yacoubian

Sfortunatamente per lui, la polizia farà irruzione nel luogo e, non credendo alle parole del protagonista, inizierà ad imporgli torture crudele ed umilianti. Una volta finita la pena, Taha non avrà più nulla da perdere, cedendo con poca resistenza alla corte di un sedicente shaykh che lo addestrerà e gli troverà persino una moglie. Sarà nel momento decisivo, tuttavia, che il giovane mostrerà la sua vera natura, mandando a monte l’attentato e la sua stessa vita, solo per vendicarsi del suo torturatore.

L’angelo caduto

Ho tenuto particolarmente a portare questo romanzo perché, rispetto al precedente, porta due grandi e decisive sofferenze: Taha non era povero quanto i ragazzi di Sidi Moumen e poteva avere un futuro. Ovviamente non era un ricco aristocratico, però avrebbe avuto la possibilità di far qualcos’altro, non era “l’unica scelta”. Il tutto è andato a costruirsi con una serie di “cadute” che hanno chiuso sempre più porte al protagonista, culminando con il carcere.

Yacoubian
‘Ala Al Aswani

La mente di Taha era già stata indebolita dalle precedenti “sconfitte”, una delle quali, essendo provocata proprio dalla polizia, il carcere è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Le sevizie dello stato gli hanno annebbiato cuore ed anima, dando alla sua vita un unico obbiettivo a cui aggrapparsi: la vendetta. Paradossalmente, i protagonisti dello scorso libro erano più incoscienti e faranno più danni, mentre in questo la rabbia espressa è tanta da non riuscire a controllarla. Alla fine di entrambe le storie i protagonisti muoiono da terroristi, in entrambe perdono tutto e si aggrappano alla luce nell’abisso, ma sono l’inizio ed il perché ad essere radicalmente diversi, mettendo così più a fuoco che mai “come nasce un terrorista”.

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