3 libri imperdibili dalla: Palestina

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3 libri che raccontano la Palestina in maniera forte e decisa, tanto con le parole, quanto con le immagini

Piccola ma doverosa premessa

Questa non è un classifica ma un suggerimento a chi dovesse approcciarsi per la prima volta a questi paesi ed a queste aree del mondo ed è legata anche al gusto personale dell’autore. Mettere solo 3 opere (rischiando così di lasciar fuori interi paesi) è stata una scelta ben precisa dovuta a qualcosa che spesso ci si dimentica: i libri non sono gratis. Il nostro intento è quello di fornire a principianti ed esperti 3 titoli effettivamente “irrinunciabili”, che possano così permettergli di godersi un buon testo e/o scoprire qualcosa di nuovo, permettendogli di fare solo spese “azzeccate”. In questo caso specifico, ho scelto di variare le cose inserendo 2 testi di maggiore impatto grafico ma fortunatamente la Palestina offre una scelta incredibilmente varia e di livello.

Palestina

Avete degli “imperdibili” diversi? Siamo curiosissimi di conoscerli, a breve inizieremo delle dirette di 30 minuti/1 ora proprio partendo da queste liste; rimanete collegati per ricevere novità. Vi lasciamo alla lista, buone letture.

“Una trilogia palestinese” di Mahmoud Darwish

La prima raccolta dei tre testi in prosa più significativi di uno dei più grandi poeti del Novecento. E senz’altro del più grande poeta e scrittore arabo del secolo scorso. Dice Elias Sanbar: “Darwish non era ambasciatore del suo paese ma un poeta slegato dalla nazionalità e dal passaporto. Certamente la Palestina era il suo humus, la terra dove affondava le radici: la sua flora e la sua fauna, la sua musica e le sue nuvole, ma tutto questo non doveva essere il suo limite. Se parla di terra, quella terra è proprio la sua terra. Non si è mai impantanato nelle chiavi di lettura che davano della sua opera”. Diario di ordinaria tristezza (1973) ripercorre il tempo che precede la scelta dell’esilio – gli arresti domiciliari, gli interrogatori degli ufficiali israeliani, il carcere – e chiude la fase più drasticamente militante del poeta. Memoria per l’oblio (1987) evoca l’invasione israeliana di Beirut nell’agosto del 1982. In presenza d’assenza (2006) è una riflessione sull’esperienza poetica e sulla lingua. Una sorta di testamento, che coincide con l’addio dello struggente poema Il giocatore d’azzardo (2009), che chiude questo volume.

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La miglior raccolta italiana in assoluto riguardo la prosa di Mahmoud Darwish. Dei 3 libri è l’unico a non essere ancora presente sul sito ma ciò è proprio dovuto alla sua dimensione di capolavoro unico che ne renderebbe necessaria una rilettura. Leggendo questo libro si assaporano le noti più dolci dello strabiliante poeta palestinese, a mio gusto personale, fra i migliori della storia. “Una trilogia palestinese” è poi particolarmente completa perché porta episodi, testi e riflessioni molto diverse che hanno coinvolto Darwish e tutto il Medio Oriente. Oltre alla questione palestinese che, ovviamente, è più forte, viva e completa che mai, la sua grande abilità si ritrova anche nel raccontare piccoli dettagli, stregando il lettore ad ogni pagina. Testo in questo caso davvero imperdibile per ogni amante di letteratura e Palestina.

“Palestina” di Joe Sacco

Un reportage severo dettagliato delle condizioni dei palestinesi durante la seconda Intifada, Joe Sacco si avventura per tutta la Palestina andando alla ricerca dei suoi abitanti, del suo popolo. Quella che ci mostra è la realtà di tutti i giorni di chi quei luoghi li abita, compresi umiliazioni e sofferenze. Joe Sacco viaggia, da nord a sud spostandosi per campi profughi a villaggi ormai assediati dai coloni.

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Certe volte, le immagini parlano meglio delle parole, ma quando queste due si fondono, spesso riescono a superare sé stesse. “Palestina” di Joe Sacco, attraverso una sapiente arte fumettistica, riesce a fare proprio questo, risultando uno dei testi più interessanti sull’omonimo paese. In pochissime opere, infatti, riusciremo a provare le assurde sensazioni che ogni giorno provano i palestinesi sotto le illegali operazioni israeliane, questa è una di quelle. Immagini, testi e colori saranno tutte funzionali portare il lettore a percepire un malessere che non deve essere e non sarà mai la normalità. Se vi piacciono le graphic novel e la Palestina, questo dovete averlo.

“Filastin” di Naji al Ali

Naji al Ali è sicuramente uno dei vignettisti più importanti della storia del mondo arabo e alla sua morte ha lasciato un’eredità di migliaia di vignette. Questo volume ne raccoglie 175, originali e restaurate, che creano una sorta di reportage storico sulla questione palestinese e su venticinque anni di politica del Medio Oriente. In Filastin Naji al-Ali ci racconta la propria vita attraverso un’intervista considerata da lui stesso un “testamento”, che ci mostra quanto grande sia questo artista purtroppo ancora non abbastanza conosciuto in Italia, ma pubblicato e apprezzato in tutto il mondo.

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Uno dei personaggi più influenti della cultura artistica palestinese grazie ad un personaggio, Handala, tutt’oggi emblema della lotta del popolo palestinese. Naji al Ali, nella sua finezza e nella sua satira, riuscì effettivamente a raccontare in modo chiaro e netto ciò che accadeva nella sua terra, riuscendo spesso a strappare sorrisi ed emozioni. Dei tre libri è sicuramente quello con meno testo ma, se siete appassionati di cultura pop e di Palestina, può essere davvero un’opera affascinante.

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