3 libri imperdibili da: l’Africa subsahariana

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Visto il rapido peggiorare della situazione sanitaria nel Bel Paese, ogni settimana vi proporremo 3 libri “imperdibili” per area, nella prima puntata il Maghreb, oggi l’Africa subsahariana

Piccola ma doverosa premessa

Questa non è un classifica ma un suggerimento a chi dovesse approcciarsi per la prima volta a questi paesi ed a queste aree del mondo ed è legata anche al gusto personale dell’autore. Mettere solo 3 opere (rischiando così di lasciar fuori interi paesi) è stata una scelta ben precisa dovuta a qualcosa che spesso ci si dimentica: i libri non sono gratis. Il nostro intento è quello di fornire a principianti ed esperti 3 titoli effettivamente “irrinunciabili”, che possano così permettergli di godersi un buon testo e/o scoprire qualcosa di nuovo, permettendogli di fare solo spese “azzeccate”.

libri africa

Avete degli “imperdibili” diversi? Siamo curiosissimi di conoscerli, a breve inizieremo delle dirette di 30 minuti/1 ora proprio partendo da queste liste; rimanete collegati per ricevere novità. Vi lasciamo alla lista, buone letture.

“La stagione della migrazione a Nord” di Tayeb Salih (Sudan)

Questo libro racconta dell’avventura spirituale di una diaspora e un ritorno, e di un definitivo spaesamento. E la figura di un intellettuale arabo che vi è scolpita – bambino adottato al Cairo da una famiglia inglese, studi a Oxford e brillante carriera in Gran Bretagna, libertino che sulle donne vendica un suo senso di morte, fino all’ultimo incontro che lo forza a scegliere tra il suo essere occidentale e il suo essere arabo; il ritorno al villaggio sul Nilo, lo sforzo di dimenticare, e infine la catastrofe per lui, e indirettamente della sua comunità.

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Impossibile non citare questo romanzo, considerato da molti come il miglior romanzo mai scritto in lingua araba. La storia di Tayeb Salih è una risposta al “Cuore di tenebra” di Joseph Conrad, ponendo questa volta la visuale dal punto di vista del colonizzato ed illustrando i processi mentali che lo portano a tale condizione. Fu parte integrante della mia tesina del liceo ed ancora oggi mi tornano alla mente citazioni di rara affinità e perspicacia; uno dei pilastri del processo di decolonizzazione.

“Le cose crollano” di Chinua Achebe (Nigeria)

Okonkwo è un guerriero, un lottatore, un uomo ambizioso e rispettato che sogna di divenire leader indiscusso del suo clan. Dal suo villaggio Ibo, in Nigeria, la fama di Okonkwo si è diffusa come un incendio in tutto il continente. Ma Okonkwo ha anche un carattere fiero, ostinato: non vuole essere come suo padre, molle e sentimentale, lui è deciso a non mostrare mai alcuna debolezza, alcuna emozione, se non attraverso l’uso della forza. Quando la sua comunità è costretta a fronteggiare l’irruzione degli europei, l’ordine delle cose in cui Okonkwo è nato e cresciuto comincia a crollare, e la sua reazione sarà solo il principio di una parabola che lo porterà nella polvere: da guerriero temuto e venerato, a eroe sconfitto, oltraggiato.

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Se volete vedere com’è avvenuta la colonizzazione dal punto di vista dei locali, dovete assolutamente leggere questo libro. Il testo di Chinua Achebe, tutt’oggi uno dei più studiati nelle scuole del continente africano, è un vero e proprio pilastro della letteratura africana e, anche solo per com’è scritto, vi permetterà d’immergervi a 360° in quel mondo. Per 3/4 del testo, infatti, saremo completamente immersi nella vita di Okonkwo, andando poi a subire un colpo ancora più forte quando “le cose crolleranno”. Bellissimo, se vi piaceste, sappiate che è la prima parte di una trilogia ambientata in vari periodi della Nigeria.

“Cronache dalla polvere” di Zoya Barontini (Italia/Etiopia)

Nel 1936 l’esercito italiano conquista la capitale dell’impero etiope, Addis Abeba. Per quelle popolazioni un nuovo inizio: la pace romana, come la definì Benito Mussolini. Cronache dalla polvere racconta questa pagina di storia dell’Italia dimenticata e troppo a lungo taciuta: l’occupazione dei territori dell’Abissinia da parte delle truppe fasciste. Il regime ambiva a farne il fiore all’occhiello dell’Impero italiano ma si trovò a reprimere con atroce violenza la resistenza dei fieri guerriglieri arbegnuoc. Le truppe italiane insieme alle camicie nere si resero protagoniste di rastrellamenti, distruzioni e massacri di uomini, donne e bambini, abbandonando umanità e pietà, perdute per sempre in quelle terre lontane da Roma. Le popolazioni locali non hanno mai dimenticato quel passato di inaudita violenza.

Cronache dalla polvere

Ne abbiamo parlato proprio di recente e dunque non ci dilunghiamo troppo, basti dire che è un libro di pregevolissima fattura, in grado di unire perfettamente storia e narrazione. I disegni all’interno sono bellissimi e risulta un’opera adatta tanto ai più giovani (l’età del liceo è perfetta) quanto ai più maturi.

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