Popoli dell’Iraq: i Curdi

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I Curdi, oltre ad essere la seconda etnia più popolosa dell’Iraq, sono anche fra quelle che più ne hanno segnato la storia; scopriamone allora la storia sino al Trattato di Sevres, turning point decisivo per tutto il Medio Oriente

L’alba dei Curdi

Come già detto più dettagliatamente in un precedente articolo, non ci sono certezze storiche riguardo alle origini dei Curdi, che pure abitarono le loro montagne sin da tempi immemori. La teoria più accettata è quella di un unione fra popolazioni locali ed altre stanziate lì da secoli, tuttavia sarà solo a partire dal 10° secolo che faranno una vera e propria “apparizione” sullo scenario medio orientale, diventandone protagonisti per molti secoli a venire.

A partire da quel momento, infatti, si formeranno i primi principati curdi che, posti sull’attuale confine fra Iraq, Iran e Turchia, daranno filo da torcere ad ogni potenza locale, tanto che il sultano selgiuchide Ahmad Sanjar nel 1150 nominerà per la prima volta quella provincia “Kurdistan”. Circa 20 anni prima, a Tikrit, nasceva Saladino, il più grande curdo di tutti i tempi che di lì a poco fonderà la dinastia Ayubbide, destinata a regnare sino al 1260 su gran parte del Medio Oriente.

Le guerre persiano-ottomane

Con la successiva disgregazione del Medio Oriente causata dai mongoli, il quadro politico della regione venne completamente stravolto e, una volta che quest’ultimi vennero sconfitti, la maggior parte delle terre curde entrarono a far parte del dominio safavide, dando vita a momenti molto duri per questo popolo. Come fecero secoli dopo gli Ottomani, i Safavidi, terrorizzati dalla mancata fedeltà dei propri sudditi di frontiera, diede via a spostamenti forzati che causarono un’incredibile malcontento nella popolazione.

Curdi

Ciò porterà i Curdi ad affrontare sanguinosissime guerre contro i persiani, trovando nella Sublime Porta un alleato indispensabile. Il governo di Istanbul garantiva infatti loro maggiori libertà rispetto ai precedenti dominatori e ciò portò molti dei nuovi principati ad appoggiare la causa turca. Tale conflitto andrà avanti più o meno continuativamente dal 1514 al 1823, segnando inevitabilmente del popolo curdo che, disgraziatamente, viveva da secoli su quella che diventerà a lungo la frontiera del conflitto.

La nascita dell’idea di Kurdistan

Le cose tuttavia cambieranno per la prima volta in modo sensibile dopo la guerra russo-ottomana del 1828-29, a seguito della quale il sultano Mahmud II centralizzò maggiormente il potere delle province, creando non poco malcontento. I Curdi, infatti, pur considerandosi un’etnia a sé stante, non aveva mai vissuto nella propria storia un momento di reale unione, cosa che iniziò proprio a seguito di tale provvedimento. Il sultano aveva infatti cancellato gran parte del potere dei capo-clan locali, ponendo le basi per una rivoluzione che sarebbe iniziata nel 1834 con Bedr Khan, primo a riunire davvero tutte le genti curde.

Curdi
Bedr Khan

Tale rivolta tuttavia venne definitivamente repressa nel 1843, ma nel 1880 ne sorgerà un’altra, stavolta guidata da Sheikh Ubeydullah, la quale sarà anch’essa repressa solo un anno dopo dai Qajar, nuova dinastia a capo della Persia. Con un nuovo pericolo rappresentato dai russi a Nord del Caucaso, gli Ottomani iniziarono a diffidare sempre di più degli armeni, loro storici concittadini sempre più tentati dalle promesse degli zar; ciò portò il sultano Abdul Hamid II a formare gli Hamidiye, corpi di cavalleria che videro nei curdi la componente etnica maggioritaria.

La caduta ottomana

Dal punto di vista del sultano, era meglio mettere il potere nella mani curde piuttosto che rischiare rivolte di armeni ed Assiri che, secondo la Sublime Porta, avrebbero trovato in Londra e Mosca preziosissimi alleati per indebolire il già Malato d’Europa. Disgraziatamente ciò portò a massacri indiscriminati dei civili, culminati poi con il Genocidio degli armeni e degli Assiri, senza alcun ombra di dubbio il momento più basso di tutta la storia ottomana.

Curdi

Tuttavia con il Trattato di Sevres venne concesso ai Curdi un loro stato autonomo collocato perlopiù nell’estremo Est dell’odierna Turchia; quest’ultimo venne tuttavia presto estinto da Atatürk e dai pahlavi che nel frattempo erano diventati la dinastia regnante dell’Iran. Va detto che, da alcuni documenti scoperti recentemente, appare evidente di come il leader turco non fosse contrario tanto ad una presenza curda nella regione, ma lo era assolutamente ad una sua scissione dalla Turchia. Sempre dagli stessi documenti appare anche evidente un supporto di Ankara alle rivolte di Simko Shikak che fu il tentativo d’indipendenza curda in Iran.

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