Medina, la città dell’Islam

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Medina è la città dove l’Islam si trasformò da teoria a pratica, trasformando per sempre il mondo intero

Le parole di Ibn Battuta

La sera di quello stesso giorno entrammo nel sacro territorio [di Medina] e giungemmo infine alla Nobile Moschea. Dopo una sosta davanti a Bab al Salam, pregammo nella santa Rawda, fra la tomba [di Muhhamd] ed il minbar, e qui baciammo anche la reliquia del tronco di palma che sospirò per l’Inviato di Dio, fissata su una colonna a destra di chi guarda la qibla.

Medina

Quindi rendemmo i nostri dovuti omaggi al Signore dei primi e degli ultimi, Intercessore dei ribelli e dei peccatori, l’Inviato e Profeta Hashimita della Mecca, Muhammad – che Dio lo benedica, lo salvi e l’onori! – , e ai due Compagni che gli sono a fianco nel sepolcro, Abu Bakr al Siddiq ed Abu Hafs Umar al Faruq, che Dio sia soddisfatto di loro!

Yathrib, Medina prima della Rivelazione

Pur trovando la propria centralità nel mondo sotto l’Islam, la città di Medina ha origini ben più antiche, databili addirittura al 9° secolo a.C. . All’epoca portava il nome di Yathrib e divenne un centro di alcune comunità di ebrei yemeniti che, fuggiti dalla propria terra natia, qui si rifugiarono. Con il loro arrivo, Yathrib accrebbe sempre più il suo dominio sulla regione dell’Hijaz, tanto che, secondo lo storico Ibn Khordadbeh, era proprio la tribù ebraica dei Banu Qurayza a riscuotere le tasse per lo Shah di Persia.

Medina

La situazione tuttavia iniziò a cambiare con l’arrivo della tribù arabe degli ‘Aws e dei Khazraj che, a partire dal 5 secolo d.C., diventarono i padroni della città, trasformando gli ebrei in dei semplici “clientes” in modo molto simile a come avveniva nell’Antica Roma. Tuttavia fra i due nuovi clan inizieranno a sorgere diatribe sempre più violente, tanto che all’arrivo del profeta Muhammad, si era da poco combattuta la battaglia di Bu’ath che vide contrapporsi ben oltre 15’000 uomini. L’arrivo del Messaggero di Dio, tuttavia, sbaragliò per sempre tutta la sua storia e quella del mondo intero.

Medina e l’Egira

La paura di un riaccendersi delle faide interne e la bellezza di un messaggio monoteistico tanto simile a quello ebraico, già presente in città, spinsero i capi locali ad invitare il Profeta a trasferirsi in città, dando così vita all’Egira, considerato “l’anno zero” per i musulmani. Appena giunto in città, Muhammad stilò la “Costituzione di Medina”, documento dall’incredibile valore storico e sociale che rappresenta una delle basi assolute del mondo islamico. A seguito di quest’ultima, infatti, la città cambiò per sempre nome trasformandosi in “Medina” ovvero “La città” e, grazie alla nuova libertà acquisita dai musulmani, di veder realizzata la parte di “Islam civico” presente nella Rivelazione.

Medina

Purtroppo per loro, però, mantenere la pace a Medina non fu assolutamente semplice e ciò a causa delle ostilità provenienti sopratutto da Mecca, luogo in cui ancora si bramava più che mai la morte del Rasul Allah.

La lotta per la fede

Ciò porterà a diverse battaglie fra cui quella di Badr, di Uhud e del Fossato, scontri che segneranno profondamente la nascente comunità islamica, dandole sempre più la forza per opporsi ai soprusi subiti sino a quel momento. Nella prima battaglia, i fedeli trionferanno in modo inequivocabile, nella seconda subiranno pesantissime perdite a causa di Khalid ibn al Walid (allora politeista) ed infine porranno fine alle ostilità resistendo definitivamente al nemico nella terza.

Medina

Resistendo in quest’ultima, i musulmani divennero la prima forza politica e religiosa della regione, attraendo costantemente nuovi fedeli e diventando così impossibili da sconfiggere per i meccani, tanto che, nel 630, appena 3 anni dopo la Battaglia del Fossato, Muhammad marciò verso Mecca, ove venne accolto senza violenze dalla popolazione.

Dopo Muhammad

Con la morte di Muhammad, la città seguì le sorti di gran parte del resto del mondo arabo-islamico, passando così in mano Omayyade prima, poi Abbaside e Fatimide. Dopo tale dinastia, Medina otterrà un certo grado di autonomia che le permetterà di stringere alleanze con Zengidi, Ayyubidi ed Abbasidi. Nel 1256 verrà poi conquistata dai Mamelucchi, sotto i quali rimarrà per ben 300 anni subendo quello stesso anno, per la prima ed unica volta, un’eruzione vulcanica che brucerà la cupola della Moschea del Profeta.

Medina

Con l’arrivo degli Ottomani nel 1517, la città subì importanti trasformazioni architettoniche, arrivando, con Abdul Hamid II (ultimo sultano ottomano) a possedere una linea ferroviaria, una stazione del telegrafo e persino una stazione radiofonica; ciò portò moltissimi nuovi abitanti a Medina, tanto che la sua popolazione crebbe fino ad 80’000 abitanti.

Medina in Arabia Saudita

Con la caduta dell’Impero Ottomano, Medina e tutta la regione dell’Hijaz subirono gli sconvolgimenti politici britannici per sovvertire l’ordine della Sublime Porta. Nel 1916, in particolare, lo sceriffo di Mecca, Husayn ibn Ali al Hashimi, attaccò con forza la città, che cadde però solo nel 1919 a seguito dell’armistizio di Mudros. Tuttavia, Medina rimase brevissimo tempo nelle mani dello sceriffo, in quanto i suoi abitanti giurarono fedeltà ad Ibn Saud e ad il suo nascente stato.

Medina

Tale casata si adoperò a lungo per fornire a Medina il volto che conosciamo oggi, distruggendo le mura ottomane ed allargando sempre di più la Moschea del Profeta, elemento più simbolico e sacro di tutta la città. Purtroppo, però, uno dei provvedimenti fu anche la distruzione del cimitero di al Baqi, il più antico della città e nel quale venne sepolto anche Ibrahim e Fatimah, due dei figli del profeta Muhammad. Questo perché nel Wahhabismo, corrente islamica maggioritaria in Arabia Saudita, ogni elemento posto sopra una tomba rappresenta una sorte di richiamo al culto dei morti e dunque qualcosa di alieno all’Islam.

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