Latakia, da Ugarit agli Assad

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Latakia, una città in grado di cambiare nome ed identità molte volte, rimanendo per sempre il cuore nascosto di Siria

Le parole di Ibn Battuta

Quindi mi recai a Latakia, un’antica città in riva al mare, che dicono che fosse quella del re che prendeva tutte le navi con la forza.

Da Ugarit a Latakia

La moderna Latakia sorge ad appena 14 km dalle rovine di Ugarit, antica città che dominò per secoli il Nord dell’attuale Siria; proprio per questo, prima di parlare della città in sé, è necessario fare un passo indietro, anche poiché il nome e l’insediamento odierno risalgono solo all’Età ellenistica. Ugarit venne fondata circa nel 6000 a.C., emergendo come centro di scambi fra Oriente ed Occidente e fra Nord e Sud del mondo, sfruttando il suo essere affacciata sul Mar Mediterraneo per allargare il suo bacino di commercio e rivaleggiare con Tiro e Sidone. I principali partner commerciali dell’epoca furono Ittiti ed Egizi, con i primi che erano a loro fisicamente più vicini, mentre i secondi ne influenzarono profondamente la cultura e, sopratutto, le arti.

Latakia
Le rovine di Ugarit

Come Micene, il Regno egizio e quello Ittita, fra l’11° ed il 13° secolo a.C., la città subì il cosiddetto “Collasso dell’Eta del Bronzo”, nel quale la maggior parte dei grandi imperi mediterranei venne invaso dai misteriosi “Popoli del Mare“, i quali portarono l’intero Mediterraneo ad una sorta di nuovo Medioevo. Il nome “Ugarit” da qui in poi cessò di esistere e, ad appena 14 km dalle sue rovine, sorse una città che per 3 volte cambiò nome: prima Ramitha, poi Leuke Akte ed infine Laodicea; tale nome le fu assegnato da Seleuco I che glielo assegnò per commemorare la madre Laodice. Una volta conquistata dai romani diverrà prima “polis libera” con Giulio Cesare e, con Septimio Severo, “metropolis”; gradi decisamente importanti e che le permisero di emergere con il “primo porto siriano”. La città verrà poi fortemente danneggiata da un terremoto del 494 e passerà poi agli Arabi nel 637.

Arabi ed ottomani

A causa della sua posizione, sul confine esatto con l’Impero bizantino, la città non riuscì a svilupparsi particolarmente nel Medioevo; ciò anche in virtù dell’arrivo di due terremoti e dei crociati, i quali contribuirono in modo decisivo a rendere l’area attorno a Latakia come una delle più calde al mondo. Sarà Saladino a riconquistare la città nel 1180, la quale verrà ripresa dai crociati nel 1260 e riportata definitivamente al mondo islamico nel 1288. Dopo la battaglia di Marj Dabiq del 1516, seguì le sorti della Siria entrando a far parte dell’Impero ottomano, sotto al quale la regione intorno alla città divenne perlopiù Alawita.

Latakia

Tale corrente acquisirà un ruolo sempre più centrale all’interno della Siria contemporanea e sulla quale bisogna un attimo soffermarsi (in attesa di dedicargli un vero e proprio articolo).

Gli Alawiti, una breve introduzione

Sostanzialmente gli Alawiti sarebbero una branca degli shiiti, separatasi dalla maggioranza alla morte dell’imam Hasan al Askari, considerato “l’Undicesimo imam shiita”. Mentre i Duodecimani (la corrente maggioritaria del mondo shiita) ritiene che il “Dodicesimo imam” sia “celato”, gli alawiti ritengono che esso vada ricercato in Muhammad ibn Nasiri, suo allievo prediletto che si sarebbe recato da Kufa ad Aleppo per far conoscere la propria fede. Venendo poi perseguitato dagli Ottomani, tale gruppo si sarebbe poi spostato poi sulle montagne nei pressi di Latakia, dove il credo riuscì a svilupparsi, assorbendo, secondo gli studiosi, anche molte delle credenze locali.

Latakia

Riguardo alla fede in sé, è molto difficile esprimersi in quanto, alla pari del credo druso, anche quello alawita è esoterico e, di conseguenza, rivelabile solo a pochi iniziati. Tale provvedimento venne preso in virtù delle ostilità che essi dovettero subire da parte di tutto il mondo musulmano, il quale, a causa di alcune delle poche caratteristiche conosciute (come: la natura divina di Ali, la reincarnazione, la consacrazione del vino ed il festeggiamento di varie feste fra cui il natale), solo di recente ha smesso di considerarli eretici. Sotto l’Impero ottomano tali persecuzioni videro il loro apice, spingendoli definitivamente a chiudere il proprio credo all’esterno. Il rapporto, in realtà, fu un po’ più complesso di così, tanto che fra lo stesso governo e gli alawiti vi furono molti contatti, al punto che la comunità riuscì ad ottenere anche una certa autonomia nella regione; tuttavia non fu mai riconosciuta come “millet“, cosa che invece avvenne, ad esempio, per gli Armeni ed i Caldei.

Dallo Stato alawita alla Siria degli Assad

Fatte tali premesse sarà sicuramente più semplice comprendere l’importanza che questa comunità assunse agli occhi dei francesi, i quali, appena giunti qui, formarono subito il primo stato alawita della storia. I transalpini volevano dichiaratamente esercitare la politica del dividi et impera sulla regione, lo strenuo amore degli abitanti per il proprio paese, tuttavia, portò ad un rapido aborto del progetto, tanto che, per precisa richiesta dei nazionalisti arabi, nel 1930 il nome “Stato alawita” sparì in favore di “Governatorato di Latakia”. Ciò portò inoltre ad una sorta di confederazioni di stati siriani in modo molto simile al modello americano, che trovò il sostegno di gran parte del mondo alawita, ma non del resto della Siria che, a partire dal 1946, divenne unita, autonoma ed indipendente.

Latakia

Dal 1963 al 1970 l’intera Siria visse gli anni più difficili della sua storia, con ben 3 diversi colpi di stato che portarono gli Alawiti a divenire la vera classe dirigente del paese. Il partito pan-arabo Ba’ath, infatti, compose gran parte della sua elitè dirigenziale di ufficiali provenienti da famiglie alawite (molte delle quali originarie dei dintorni di Latakia), facendo sì che, una volta conquistato il potere, esso si concentrasse nelle proprie mani. Fra i vari clan alawiti a dominare la scena, va senza dubbio citato quello dei Kalbiyya, del quale fa parte la famiglia degli Assad, attualmente al potere in Siria.

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