Tripoli, capolavoro Mamelucco in Libano

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Una delle città più belle e storiche del Libano, Tripoli fra tutte, è sicuramente quella che più si legò al “mondo islamico”, tanto che, proprio qui, i Mamelucchi diedero assaggio della loro arte

Le parole di Ibn Battuta

“Ripreso il viaggio arrivai a Tripoli, un capoluogo della Siria e fra le sue città più importanti, con rivi d’acqua che l’attraversano ed alberi e giardini attorno. Da un lato la fiancheggia il mare e dall’altro la campagna, che le garantisce notevoli risorse; possiede mercati eccellenti e fertili terreni. La città nuova sorge a 2 miglia dal mare, mentre la vecchia Tripoli era sulla costa.

Tripoli antica

La città, come tutte le sue sorelle libanesi, vanta origini antichissime che si perdono addirittura nel 30’000 a.C., tuttavia, come per Beirut, la città non iniziò a diventar celebre sotto i Fenici, che comunque l’abitarono stabilmente dall’8° secolo a.C. . Tuttavia la sua posizione particolarmente strategica la rese ben presto una delle città più importanti della regione, tanto che sotto i Seleucidi la città poté battere moneta e godette a lungo di grande autonomia.

Tripoli

Con l’arrivo dei romani, Tripoli subì diversi cambiamenti strutturali, uno dei quali trova evidenzia nel suo stesso nome. A lungo, infatti, in città vivevano 3 diverse comunità: una legata all’isola di Arwad, in Siria, una a Tiro ed una a Sidone; sotto i romani, a quest’ultime venne data piena autonomia e delle vere e proprie porzioni di città, tanto da chiamarsi “Tripoli” ovvero “Tre città”.

Arabi, crociate, Mamelucchi ed Ottomani

Con l’arrivo degli Arabi, la città si trasformò nel porto di Damasco, divenendo una delle realtà più importanti dell’attuale Libano e, sopratutto, la prima ad esserlo diventata grazie agli arabi. Sarà poi conquistata dai crociati nel 1109 che porranno sotto il suo dominio anche Byblos e Latakia, due fra gli insediamenti più importanti del Vicino Oriente. Nel 1289 la Contea di Tripoli verrà finalmente riconquistata dai Mamelucchi, i quali qui mostreranno tutto il loro talento artistico ed ingegneristico, rendendola seconda solo ad Aleppo e Damasco.

Tripoli

Oltre ad abbellirla con straordinarie moschee, madrase e strutture pubbliche e private d’incredibile fascino artistico, i Mamelucchi creeranno un originalissimo sistema di difesa che, sicuramente, fece scuola. A differenza del passato, in cui le difese principali erano rappresentate dalle mura, a Tripoli quest’ultime vennero sostituite da nuovi palazzi dai muri particolarmente solidi e tante feritoie; inoltre ogni edificio era predisposto per avere una propria guardia, in modo da render la città sempre pronta per battaglie “in casa”. Sotto gli Ottomani divenne “il porto di Aleppo” e, fino all’incredibile crescita di Beirut, rimase la città più importante del Libano, tanto che Solimano il Magnifico fece ristrutturare l’antica cittadella crociata.

Guerra civile

Durante la Guerra Civile, la città venne divorata dall’antica rivalità fra sunniti ed alawiti, questione mai risoltasi e che, con la salita al potere dell’alawita Hafez al Assad, si erano particolarmente acuiti. Quest’ultimi sono una sorta di setta esoterica di derivazione sciita, la quale visse pesanti conflitti con i Mamelucchi e l’Impero Ottomano per via di quella che, fino al colpo di stato di Assad, venne giudicata dalla maggior parte dei musulmani come eresia. Ciò nonostante, tale comunità si insediò a lungo a Tripoli, tanto da rappresentarne all’incirca un decimo della popolazione complessiva, per il resto principalmente sunnita, tanto da esserne considerata una “roccaforte”.

Tripoli

Proprio in virtù di questa sua forte appartenenza al mondo sunnita, poco prima della guerra la povertà porterà alla formazione di diversi gruppi salafiti, fortemente legati ad Arabia Saudita e Fratelli Musulmani, in quel momento alleati. Ciò, unito all’acerrima rivalità fra quest’ultimi ed i Ba’athisti, rappresentati da Hafez al Assad, porterà ad un’inevitabile scontro che spaccherà in due la città, prima d’allora abituata a far convivere più fedi diverse. Dal 1984 al 1986 Tripoli sarà coinvolti da continui scontri armati fra le due fazioni, poi fermati a forza dall’esercito siriano che catturò e uccise molti salafiti, incluso il loro “generale” Samir al Hassan. Naturalmente ciò mise solo un freno temporaneo alla violenza fra le due fazioni che dal 2008 è continuata a sprazzi, salvo poi subire un’evoluzione con la Guerra civile siriana.

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