Il cocco di mare delle Seychelles

This post is also available in: English

La noce di cocco più grande del mondo arriva dalle Seychelles e conserva intatti incredibili miti e tradizioni. Anticamente la si riteneva dimora del Simurgh o del Garuda, oggi è invece considerato uno degli afrodisiaci per eccellenza.

La leggenda del cocco marino

Sin dall’arrivo dei primi uomini sulle Maldive, ci si era imbattuti in delle noci di cocco particolari, uniche per forma e grandezza, che si credeva provenissero addirittura dagli abissi marini. Il peso, che può arrivare tranquillamente ai 20 kg, rendeva l’illusione che si trattasse di un’incredibile albero marino, dalla cui noce si sarebbe poi generata un’immensa palma sulla quale avrebbe trovato infine rifugio un Garuda o un Simurgh.

cocco

Proprio per paura di tale bestie (ne “Le mille ed una notte” uccelli simili portano elefanti come pranzo per i loro piccoli), a lungo non vennero fatte ricerche approfondite su questa pianta, unite al fatto che, essendo endemica solo delle isole Praslin e Curieuse nell’arcipelago delle Seychelles, nessuno l’aveva mai vista prima. Tali isole erano infatti conosciute da diverse popolazioni musulmane, tanto che sull’isola sono presenti alcune tombe, ma non furono mai rilevanti né per commercio né per posizione, al punto da non essere mai abitate in pianta stabile. La situazione cambiò però a partire dal 1756, anno in cui i francesi occuparono stabilmente l’arcipelago in virtù di un complicato gioco di espansionismo coloniale.

Da divino ad afrodisiaco

Con l’arrivo dei transalpini, in pochi anni venne compresa l’origine mitica del cocco di mare, tanto che Jean Duchemin nel 1769 raggiunse l’isola di Praslin portando con sé un enorme carico delle preziose noci, portando così il suo valore ad un’irreparabile crollo dal quale non si alzo più. La scoperta della Lodoicea maldivica (questo il nome scientifico del “cocco di mare”) non fece altro che spostare l’attenzione dalla noce al processo riproduttivo, tutt’oggi in parte misterioso.

cocco

Avendo tale pianta degli organi sessuali particolarmente antropomorfi, in brevissimo tempo ci si convinse che avesse anche qualità afrodisiache, portandone ad una grande riaffermazione sul mercato. L’ultima celebre figura a credere a tali proprietà fu Charles Gordon, celeberrimo generale britannico di epoca vittoriana, che era convinto che l’isola di Praslin fosse il Paradiso perduto e il Cocco di mare il “frutto proibito“. Da allora la fama di questo particolare cocco ha avuto dei momenti di maggior e minore fama, senza però smettere mai di farsi conoscere dal mondo intero.

Vuoi seguire le orme del leggendario Ibn Battuta? Scopri qui come fare. Seguiteci sulla nostra pagina facebookSpotifyYouTubeTwitter e Instagram, oppure sul nostro canale Telegram. Ogni like, condivisione o supporto è ben accetto e ci aiuta a dedicarci sempre di più alla nostra passione: raccontare il Medio Oriente.

Lascia un commento

×
×

Carrello