La storia del papavero

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Il papavero è senza alcun ombra di dubbio uno dei fiori più straordinari di cui l’umanità abbia esperienza, in grado di rappresentare, con ogni sua fibra, diversi aspetti della vita umana.

Papavero, fiore della perdizione e del sonno

I papaveri vengono coltivati in Mesopotamia sin dal 5000° come piante ornamentali, tradizione passata poi a greci ed egizi, tanto che lo stesso Tutankhamon venne seppellito anche con dei semi di queste piante. Il plurale è doveroso, in quanto sono diverse le specie di papavero dal grosso impatto nella storia, fra i quali è impossibile non citare il Papaver Somniferum, noto fin dall’alba dei tempi per le sue grandi proprietà lenitive e psicotrope.

papavero
Tutt’oggi l’Afghanistan è fra i più grandi produttori di oppio, alimentando un mercato nero che porta tanti problemi alla popolazione locale

Incidendo le sue capsule immature, infatti, si ottiene l’oppio, potente droga dagli effetti psicotropi in grado di sconvolgere ogni equilibrio mondiale. Celeberrime le guerre combattute fra Impero britannico e Qing per la sua regolamentazione, tale sostanza, però, si guadagnò fin da subito un ruolo di rilievo all’interno della medicina, tanto da venir citata persino da autori greci ed arabi per via dei suoi grandi poteri analgesici. Per via di quest’ultimi, il papavero divenne ben presto uno degli elementi più interessanti di molte cucine (fra cui quella italica), tanto da prender spesso il posto dei popolari semi di sesamo.

Il simbolismo del papavero

Per via dei suoi colori e della sua spontaneità, questo genere di fiori si è contraddistinto sin dall’alba dei tempi come uno dei più iconici e particolari venendo associato ad ambiti diversi in base ai popoli con cui venne in contatto. Grazie alla sua fioritura primaverile e perlopiù campestre, è diventato celebre come “il fiore dei caduti”, tradizione glorificata da Fabrizio De André con il suo “La guerra di Piero” e dal Remebrance Poppy nei paesi anglosassoni. Pare, però, che il primo ad adottarlo per questo genere di situazioni fu Genghis Khan che, secondo il mito, al termine degli scontri, spargeva semi di papavero su ogni campo di battaglia per onorare i caduti.

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Nella letteratura urdu sta invece a simboleggiare amore e martirio, in quella persiana l’eterno amore. Un fiore incredibile, in grado di stupire con ogni sua più piccola fibra.

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