Guerre sufi in Cina (pre-Dungan)

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Prima dello scoppio delle rivolte Dungan, c’è da fare un’ultimissima precisazione sulla situazione politico-religiosa nella Cina di fine ‘700, concentrandoci in particolare sul ruolo di due diverse comunità sufi: la Khufiyya e la Jahriyya.

I Khufiyya

Verso fine ‘600, l’Islam si diffonde sempre di più in tutta l’Asia centrale attraverso spinte sempre più forti di maestri sufi (in particolare naqshbandi) che si prodigano in proselitismi in tutto il continente, riuscendo a penetrare persino in Cina. Se nello Xinjiang vedremo la formazione degli Afaqi ed Ishaqi Khoja, nel resto del paese ad emergere saranno la tariqa Khufiyya e quella Jahriyya, legate sopratutto alle comunità tradizionalmente cinesi come gli Hui ed i Salar.

Jahriyya

I Khuffiya rappresentano la tariqa più antica e si formerà attorno al 18° secolo sotto la spinta di diversi membri degli Afaqi Khoja, giunti fino nella regione di Gansu per predicare il sufismo. Tale movimento acquisterà poi dimensioni sempre maggiori attraverso alcuni grandi maestri Hui quali, ad esempio, Ma Laichi, ancora oggi uno dei più celebri sheykh del paese. La loro predicazione poggerà in particolare l’accento sul dhikr silenzioso ed il legame con il passato, tanto da entrare ben presto in conflitto con la più giovane Jahriyya, letteralmente il suo oppposto.

La tariqa Jahriyya

Quest’ultima venne fondata nel 1761 da Ma Mingxin, shaykh di etnia Hui tornato in patria dopo ben 16 anni di studi fra Mecca e lo Yemen. Il maestro poneva l’accento sulla necessita di riforme sia all’interno del mondo islamico sia in quello cinese, contraddistinguendosi, non a caso per un tipo di dhikr particolarmente rumoroso.

Jahriyya

Le due confraternite entrarono ben presto in conflitto per territori ed adepti, iniziando a coltivare il virus della rivolta dei Dungan, destinata ad esplodere meno di un secolo dopo. Determinante nella vicenda sarà il comportamento della dinastia Qing, determinante per accendere la miccia del conflitto.

La rivolta Jahriyya

A causa della sua natura rivoluzionaria, l’imperatore non aveva mai visto di buon occhio le attività dei Jahriyya, considerate al limite del sovversivo; fu questo il motivo per cui, nel 1781, il governo decise di entrare attivamente nelle tensioni religiose, incarcerando Ma Mingxin e favorendo così i Khuffiya. Ciò provocò naturalmente forti reazioni all’interno della confraternita, la quale organizzerà una vera e propria guerriglia anti-governativa, destinata però ad esser distrutta.

Jahriyya

I Qing ordineranno, inoltre, l’esilio o la schiavitù per tutti gli adepti della tariqa, permettendo così al virus dell’odio di diffondersi in tutto il paese e seminando così i germi della futura rivolta Dungan.

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