La guerra santa degli Afaqi Khoja (Pre-Dungan)

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Per comprendere al meglio una guerra, bisogna conoscere cosa fu a scatenarla, di modo da poter avere un quadro globale e complessivo su temi che sconvolsero la vita di milioni di persone. Proprio per questo, iniziamo con la guerra santa degli Afaq Khoja, combattutasi pochi anni prima della grande rivolta Dungan.

Sufi bianchi e neri

Nel ‘500 l’Asia centrale si lega sempre di più al mondo islamico ed in particolare a quello dei sufi Naqshbandi che, con la figura di Ahmad Kasani, riescono a diventare anche autorità politica in quello che oggi è lo Xinjiang. Con la morte di quest’ultimo, però, nasceranno due diversi ordini: gli Afaqi Khoja (o “montanari bianchi”) e gli Ishaqi Khoja ( i “montanari neri”) che si sfideranno senza sosta per gli 80 anni a venire, dando via ad un’instabilità sempre più forte nella regione.

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La svolta avverrà qualche anno prima dell’arrivo dei Qing, con la definitiva vittoria degli Ishaqi ed il conseguente esilio degli Afaqi, che ritorneranno però pochi anni dopo a riconquistare le terre a loro sottratte. Sfortunatamente, solo pochi anni dopo la Cina farà il suo ingresso definitivo in questi territori.

Guerra santa

Alcuni membri di questa setta/clan, però, si rifugiarono nel vicino Khanato del Kokand, organizzando una ribellione che trovò sempre maggior consenso per via dei barbari trattamenti degli occupanti Qing verso la popolazione e, in particolare, le donne. La leggendaria “fraternizzazione” dei soldati imperiali con quest’ultime portò a tensioni sempre più crescenti, arrivando persino ad avviare diverse rivolte.

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A partire dal 1826, Jahangir Khoja, lancerà la sua prima rivolta contro le autorità cinesi, riuscendo a liberare diverse roccaforti ed ottenendo l’appoggio militare del Khan di Kokand, ma non di tutta la popolazione. A causa dei loro eccessi, infatti, gli Afaqi Khoja vennero sempre visti come una sorta di agenti esterni, non tanto liberatori dei sofferenti ma piuttosto come conquistatori esterni. Proprio per questo, nel 1827 Jahangir venne catturato e giustiziato a Pechino, ma gli scontri continueranno fino al 1832, anno in cui i Qing promisero condizioni estremamente favorevoli a Kokand in cambio di una non belligeranza. Ciò porterà ad un’iniziale pacificazione della regione, destinata ad infiammarsi solo 15 anni dopo.

Guerra totale

Nel 1847, infatti, dei discendenti di Jahangir riprenderanno la loro guerra per la liberazione dello Xinjiang, senza però l’appoggio della città uzbeka, che non appoggiò più in nessuna maniera lo sforzo della congregazione sufi.

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La tomba di Afaq Khoja a Kashgar, Xinjiang

Tali scontri andranno avanti per anni senza una reale conclusione, in quanto si andranno poi a fondere con le tensioni crescenti in tutta la Cina, portando poi allo scoppio delle Rivolte Dungan a partire dal 1862. Nei prossimi giorni vi faremo un prologo anche sulle altre regioni che ne saranno protagoniste, in modo da comprendere davvero la situazione politica che regnava allora nel paese.

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