“Moha il folle, Moha il saggio” di Tahar ben Jelloun

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Il libro di Tahar Ben Jelloun ci porta in un Marocco sospeso nel tempo, nel quale solo un folle è in grado di parlare, diventando però in breve un pericolo per le forze dell’ordine. Anche sotto tortura, però, Moha ricorrerà alla memoria del suo passato per soffrir meno l’agonia, permettendo così all’autore di raccontare il suo paese in un testo fra prosa e poesia. 

Moha il folle, Moha il saggio

Un dolce ma invincibile folletto mediterraneo sa dire con parole che non hanno ancora patito l’usura dei luoghi comuni, degli slogan urlati al megafono, la rivolta contro la colonizzazione, ed il sottile furore contro ogni tipo di violenza alienante, che va dalla confisca dei corpi e delle opinioni, allo strappo da una civiltà secolare per un’acculturazione “selvaggia” detta progressista. Moha il folle, Moha il saggio, il protagonista di questo rapido romanzo di Tahar Ben Jelloun vive in un linguaggio sempre alla soglia del canto, eppure sferzante come un pamphlet, nella parola che mantiene il ritmo incalzante di un requiem teso allo spasimo; colloquia con se stesso, ricorda, profetizza, si commuove, s’indigna. Tutta una folla passa e cangia intorno a lui- in capitoli intensi e brevi come rifoli di vento- e i suoi interlocutori sono indifferentemente marginali o veggenti come lui, e anche i suoi avversari di classe.

Solo ai pazzi è concessa la parola

Il libro di Tahar Ben Jelloun è una riflessione d’ampio respiro sul Marocco e la sua identità, ancora oggi profondamente legata al suo passato. Il Maghreb del libro è sospeso nel tempo, mostrando l’intero paese attraverso personaggi che ne raccontano le anime. Solo un folle, però, potrebbe prendersi l’ardire di raccontar la verità, ed è proprio a lui che l’autore affida il suo flusso di pensieri.

Ben Jelloun
Capi arabi narrano una novella, Horace Vernet

Grazie alla sua condizione, infatti, Moha riuscirà a narrare al meglio le ultime memorie di Ahmed Rashid, uomo appena ucciso in carcere dalla polizia, aggiungendo ad esse la sua visione poetica. Neanche il dolore fermerà il flusso di pensieri, acuendo anzi la memoria e permettendo al lettore una visione ancor più completa su questo magico paese.

Fra profeta e folle

L’opera è molto particolare anche per un altro aspetto, ovvero l’identità del protagonista. In tutto il romanzo appaiono infatti evidentissimi i collegamenti fra Moha e la figura stessa del profeta Muhammad, mettendo fin da subito il dubbio che possa trattarsi proprio del Santo per eccellenza. Anche gli stessi nomi dei personaggi richiamano elementi della sua vita e/o di altre figure religiose al suo livello, rendendo l’atmosfera ancor più onirica e profetica.

Ben Jelloun

Un libro molto interessante se state cercando “l’anima del Marocco” o se siete già amanti dello stile di Ben Jelloun, l’opera è molto bella ma se le si concede il giusto tempo. Letto durante il viaggio in Marocco, un bellissimo accompagnamento.

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