Ibn Battuta, il più grande viaggiatore del mondo islamico

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Ibn Battuta è senza alcun ombra di dubbio dei più grandi viaggiatori che la Storia abbia mai visto, in grado di spingersi dal Marocco fino alle lontane terre di Cina ed Indonesia. Una traversata lunga ben 29 anni, in grado di fargli scoprire alcune delle meraviglie più incredibili mai viste da un unico essere umano. Inoltre sarà il tema portante del nostro patreon, attivo da febbraio.

I 3 pellegrinaggi

Ibn Battuta nacque nel 1304 a Tangeri da una famiglia berbera di giuristi; dopo aver passato aver appreso le nozioni di diritto islamico a Mecca ed aver fatto ritorno alla sua terra natia, nel 1325 il giovane marocchino partirà per il suo primo viaggio, deciso a ritornare nella città santa in veste di pellegrino. Dopo aver attraversato in fretta i paesi del Maghreb, nei primi mesi del 1326 giungerà finalmente in Egitto, paese dal quale venne letteralmente affascinato e nel quale trascorse diverse settimane prima di riprendere la strada per il Hijaz. A causa di alcune rivolte in corso, però, non poté attraversare il Mar Rosso e questo lo costrinse a scegliere una rotta terrestre attraversando Palestina, Siria e Giordania. Proprio a Damasco il pellegrino trascorrerà il Ramadan, riuscendo a compiere la sua “missione” nel settembre del 1326.

Ibn Battuta

Dopo un mese trascorso a Mecca, però, desiderò ardentemente esplorare la Mesopotamia, per questo nel novembre dello stesso anno, giunse fino in Iraq, dove ebbe anche la possibilità di visitare la città di Najd, luogo di sepoltura di Ali ibn Talib. Una volta giunto a Baghdad prenderà la via per la Persia, visitando Esfahan, torno poi verso Sud visitando lo Shiraz e si dirigerà poi a Nord verso Tabriz, prima di tornare nell’odierno Kurdistan e dirigersi ancora una volta verso Mecca. Una volta eseguito il suo secondo Hajj, si diresse prima a Jeddah e poi in Yemen, luogo dal quale farà rotta verso l’Africa. Qui osserverà le meravigliose coste della Somalia, del Kenya e della Tanzania, prima di far rotta verso l’Oman ed eseguire il suo terzo pellegrinaggio.

15 anni in Asia

Dopo l’ennesimo viaggio spirituale, Ibn Battuta si pose l’obbiettivo di entrare al servizio del sultano di Delhi, uomo noto per la sua incredibile ricchezza e potenza, senza pari nel mondo islamico di quel periodo. Per farlo però decise prima di vedere tutti gli altri paesi che non aveva ancora esplorato, dirigendosi allora prima in Anatolia, poi in Crimea ed infine ad Astrakhan, sul fiume volga (odierna Russia). Qui fu combattuto se spingersi ancor più a Nord nelle steppe ma, a causa della fama di un posto desolato e misterioso, decise di cambiare itinerario, cogliendo al volo l’occasione che il destino gli pose davanti. La moglie di Öz Beg Khan, la principessa Bayalun, aveva appena ricevuto il permesso di tornare nella sua città natale, Costantinopoli, per partorire, occasione perfetta per metter piede fuori dal Dar al Islam.

Çelebi
İstanbul

Dopo un mese in città riprenderà il suo cammino diretto in India, attraversando la Via della seta e giungendo finalmente al fiume Indo il 12 settembre 1333, venendo assunto fin da subito come qadi (giudice) per ben 6 anni. Dopo una sosta tanto lunga, però, il desiderio di ripartire si fece sentire sempre più forte, cogliendo al volo l’occasione concessagli dall’arrivo di un’ambasciata cinese. Fu incaricato di scortare gli ospiti fino ai loro regni, l’attacco di alcuni banditi lo spinse però a cambiar rotta, dirigendosi prima nel Gujarat, poi a Calicut, Maldive, per ripartire poi alla volta dello Sri Lanka e del Bangladesh. Una volta giunto nella città di Chittagong decise di riprendere il suo tragitto iniziale, non prima, però, di aver visitato Sumatra, l’estremo confine del dar al Islam, ed esser risalito attraverso Filippine, Vietnam, Cambogia e Laos. Nel 1345 giungerà finalmente in Cina, diventando il primo narratore a menzionare la leggendaria Muraglia; a questo punto, però, iniziò a sentire la mancanza della propria terra natia e per questo nel 1346 organizzerà il suo viaggio di ritorno in Marocco.

Attraverso il Sahara

Nel 1348 giunse a Damasco, dove apprese della morte del padre, avvenuta 15 anni prima, e nel 1349 farà finalmente ritorno a Tangeri, dopo ben 25 anni in cammino. Si riposerà però solo qualche giorno per partire alla volta dell’Andalusia, facendo rotta nel 1351 per il Sahara. Da sempre era infatti curioso di osservare la ricchezza del regno del Mali, cogliendo l’occasione della sua permanenza in Marocco per un’ultima occhiata.

Durante quest’ultima attraversata gli venne infatti intimato dal sultano marocchino di far ritorno a casa, e per questo, tornò definitivamente in Marocco agli inizi del 1354. Qui, per ordine dello stesso regnante, detterà allo storico Ibn Juzayy tutte le sue avventure, spegnendosi solo nel 1369, dopo aver percorso oltre 117.500 km ed aver visitato tutto il mondo islamico.

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Ibn Battuta

Perché il primo libro sarà proprio “I viaggi” di Ibn Battuta, il leggendario testo di Ibn Juzayy. Non solo, l’intero percorso del Patreon seguirà quello di Ibn Battuta, permettendoci di scoprire tutto il Dar al Islam, dedicando ad ogni capitolo un mese. Stiamo aspettando l’arrivo del nuovo logo per partire, appena ci saranno novità vi spiegheremo il tutto ancora meglio.

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