Pahela Baishakh, il capodanno bengalese

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Una festa nata per raccogliere le tasse e trasformatasi poi nell’orgoglio di tutto il Bengala. Potrebbe essere sintetizzato così il Pahela Baishakh, il capodanno bengalese, data che nel corso del tempo ha acquisito contorni sempre più mitici per questo popolo, il 3° al mondo per numero di individui.

Pahela Baishakh, la festa della raccolta (delle tasse)

Al contrario del Diwali, questa festa non è tanto legata a leggende o a religioni particolari, ma piuttosto alla regione del Bengala e al suo popolo. Ciò non è causale, in quanto fu l’imperatore moghul Akbar ad introdurlo ufficialmente ed in maniera continuativa a partire dal 16° secolo. Fin dall’arrivo dell’Islam in India, infatti, il Bengala aveva utilizzato il calendario hijiri, ovvero quello islamico basato sulla luna, il che dava però non pochi problemi alle autorità locali.

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L’imperatore moghul Akbar

Per via della sua durata inferiore rispetto ai calendari solari (10 giorni in meno), divenne molto difficile per le autorità locali stabilire la giornata migliore per raccogliere le tasse e, per ovviare il problema, adottarono un calendario a base solare esclusivo per questa regione. Va detto, però, che calendari bengalesi esistevano già molti secoli prima dell’arrivo dei Moghul, a cui va però dato il merito di esser stati i primi a renderlo definitivamente legge.

Il capodanno della 3° etnia al mondo

In virtù del suo legame specifico con la regione ed il suo raccolto, in brevissimo tempo il Pahela Baishakh divenne una delle feste più rappresentative al mondo riguardo il popolo bengalese, superando anche ostacoli religiosi che tormentano ancora oggi i due paesi.

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Coppia bengalese

La celebrazione sul confine è infatti particolarmente sentita ed considerato un modo per riavvicinare tutti gli appartenenti a questa etnia, a prescindere dal fatto che siano musulmani o indù. Tale popolazione, peraltro, è inferiore dolo a cinesi Han ed arabi in quanto a numeri, il che è un’ulteriore informazione utile a capire il suo possibile peso in futuro.

Mangal Shobhajatra, la parata di inizio anno

Come già detto, il Pahela Baishakh non è particolarmente legato a miti o eventi particolari e ciò ne riduce moltissimo i riti ed i significati simbolici, visibili quasi solamente con Mangal Shobhajatra, tradizionale parata che si può osservare il 14 aprile, giorno della festa, per le strade di Dacca.

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La marcia del Mangal Shobhajatra a Dacca

La parata si tenne per la prima volta nel 1989, contro la dittatura del leader Hussain Muhammad Eshain, che dal 1983 si era impossessato del paese, causando una serie infinite di rivolte, perlopiù studentesche. Proprio dalla facoltà di belle arti dell’università di Dacca si animò il primo corteo, il quale continuerà ogni anno a mostrarsi sempre più ricco e variopinto, tanto da superare il suo scopo iniziale. Nel 1990, infatti, la dittatura avrà fine, ma la marcia non si fermò, tanto da superare i propri confini nel 2017 e diventare definitivamente la marcia del popolo bengalese.

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