Mizrahim, gli ebrei del Medio Oriente

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Una popolazione che da sempre ha vissuto nel Medio Oriente, tanto da diventare, fino alla nascita di Israele, uno dei gruppi ebraici più benestanti e potenti in assoluto. I mizrahim sono sicuramente il modo migliore per raccontare come il contrasto con gli arabi abbia radici solo recenti, legate soprattutto ad altre componenti ebraiche.

Mizrahim, gli ebrei più antichi

Le prime comunità di ebrei mizrahi sorsero addirittura attorno al VII e al VI secolo a.C. a seguito dell’esilio babilonese operato da Nabucodonosor II. Non tutti i deportati tornarono infatti a casa, andando a formare le prime comunità ebraiche al di fuori della Palestina fra cui quella curda e quella babilonese che sono fra le più antiche in assoluto. Altro elemento che portò alla nascita di questo gruppo fu la distruzione del Tempio del 70 d.C., cosa che spinse molti di loro a trovare rifugio nei regni arabi e persiani, già all’epoca molto più tolleranti nei loro confronti.

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La comunità infine si espanse con la Reconquista spagnola del 1492 che porterà gli ebrei sefarditi a migrare all’interno del mondo islamico, andandosi spesso ad unire proprio con i mizrahim, i più simili a loro per riti e tradizioni.

Fra arabi e sefarditi

Seppur molto vicini a quelle di origine iberica, le comunità mizrahi non si unirono mai a loro del tutto, mantenendo una certa autonomia sia culturale che rituale, anche grazie allo status sociale acquisito nel corso dei secoli in Medio Oriente e della loro frammentazione linguisitico-culturale.

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Ebrei mizrahi in un ma’abara

Gli imperi islamici si erano da sempre mostrato molto tolleranti e benevolenti nei confronti dei propri parenti giudaici, tanto che esistevano comunità in ogni angolo del mondo islamico, con lingue e culture profondamente diverse fra loro. Vi erano, oltre agli ebrei curdi e di Baghdad: persiani, indiani, afghani, azeri, yemeniti, siriani, tagiki, uzbeki e tanti altri che non possiamo citare solo per ragioni di spazio. Essi avevano trovato il loro equilibrio su questa sponda del Mediterraneo grazie alle loro abilità di artigiani e mercanti, cosa che li resero ben presto fra le personalità più ricche ed influenti al mondo. Tutto cambiò, però, con la nascita di Israele, voluto perlopiù da ebrei ashkenaziti.

La perdita dello status

La nascita di questo stato aveva un background storico e culturale profondamente diverso da quello degli ebrei mizrahi e ciò porterà loro molti problemi in futuro, anche per la velocità con la quale furono costretti a rivoluzionare il proprio stile di vita. Nel 1948 nacque Israele e la maggior parte del mondo islamico decise allora di espellere dalle proprie terre tutti i giudei, ritenuti in qualche modo direttamente responsabili delle disgrazie palestinesi.

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Le A-WA, uno dei gruppi più importante di Israele, orgogliosamente di origine yemenita

Ciò portò ad enormi spostamenti di massa che si riversarono perlopiù nei ma’abarot, delle sorte di campi profughi creati sul suolo israeliano per ospitare gli esuli. Anche una volta risolto il problema iniziale, però, i mizrahim soffrirono particolarmente il vivere in uno stato modellato secondo esigenze ashkenazite, decisamente diversi da loro per storia e cultura. Quest’ultimi, infatti, erano in gran parte contadini o comunque legati al lavoro dei campi, cosa quasi impensabile per i primi, legati sopratutto a commercio e artigianato. La perdita dello status passato porterà ad una divisione sempre più netta fra i due gruppi, tanto che ancora oggi la questione non solo non è risolta, ma sempre più mizrahim parlano e si legano al mondo arabo, molto più vicino alla loro storia di quello europeo degli ashkenaziti.

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