Il Necronomicon

Senza alcun ombra di dubbio uno degli pseudobiblion più interessanti della Storia, con profondissimi richiamo al mondo arabo e alla penetrazione delle sue scienze nel mondo europeo. Con il Necronomicon, H.P. Lovecraft ci mostra in realtà come si diffuse il sapere a Nord del Mediterraneo, mettendo fine ad una lunga epoca di superstizione e scetticismo.

Il Necronomicon

Secondo H.P. Lovecraft, il leggendario libro sarebbe stato scritto da Abdul Alhazred, l’Arabo pazzo, a Damasco, causando poi la terribile morte del suo scrittore; ciò ci può far supporre che una sua prima pubblicazione potrebbe essere avvenuta all’incirca nel 735, circa 3 anni prima della morte dello stregone yemenita. Dalla Siria, il tomo si sarebbe diffuso sempre di più fra i filosofi dell’epoca, giungendo nel 950 fra le mani dell’erudito bizantino Teodoro Fileta, il quale lo tradusse dall’arabo e gli diede il nome di Necronomicon, ovvero, il “Libro delle leggi che governano i morti”.

Necronomicon

Attorno al 1050 il grimorio venne scoperto e messo al bando dal vescovo Michele, patriarca di Costantinopoli, ciò non ne impedì però una traduzione in latino, che iniziò a circolare a partire dal 1228. Grazie al danese Olaus Wormius, il libro poté così vedere persino una stampa per 2 volte: la prima alla fine del quindicesimo secolo ed in caratteri gotici, la seconda nel diciassettesimo secolo, probabilmente in Spagna. Ad oggi sembra che ne esistano solo 14 copie fra frammenti e testi completi, nascosti fra gli scaffali di alcune delle più celebri biblioteche del mondo, 2 delle quali nella Biblioteca Vaticana a Roma.

Brillante finzione

Come già detto ieri per Abdul Alhazred, Lovecraft è straordinariamente bravo nel creare biografie e storie per rendere reali i propri personaggi e ciò vale anche per il Necronomicon, probabilmente lo pseudobiblion più noto dei tempi moderni. Tutto ciò che avete letto fino ad ora, infatti, non corrisponde a reali dati storici, ma alla fantasia dello scrittore americano, uno dei maestri assoluti dell’horror.

Necronomicon

Grazie ad una contestualizzazione tanto precisa ed accurata, infatti, furono in molti a credere a più riprese all’effettiva esistenza del libro, affidandosi ad ogni stratagemma per procurarsene una copia. Troppo affascinante il mondo dell’occulto per fare a meno di un testo tanto enigmatico e particolare, tanto che furono molte le librerie che truffarono i propri clienti creando Necronomicon per l’occasione.

Tramandare la conoscenza

L’ipotetica storia del tomo, però, è molto interessante perché permette al lettore di comprendere come certi testi siano passati dal mondo arabo-persiano fino a quello europeo, giungendo infine persino nelle Americhe. Staccandosi un attimo dal contenuto di questa particolare pubblicazione, infatti, potremmo comprendere il lungo percorso che dovettero affrontare molte opere di alchimie e scienze, considerate da buona parte del “Medioevo cristiano” come veri e propri libri del malvagio e del maligno.

Necronomicon

Moltissimi furono infatti i progressi fatti dagli arabi in campo medico e chimico, tanto da risultare alle menti più semplici come magie o stregonerie. Basti pensare alle trasformazioni chimiche, oggi materia di studio, che all’epoca potevano apparire come opera di stregoni, essendo quasi sconosciuta la professione di scienziato. Ragionevole quindi pensare che, come nel caso della Città senza nome, ancora una volta Lovecraft si sia ispirato a fatti realmente avvenuti, ricavando da quest’ultimi materiale prezioso da ampliare con le proprie visioni horrorifiche. Un’ulteriore spunto per gli amanti del mondo arabo e del suo stile.

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