Anqa, la “vera” araba fenice

L’origine della fenice è profondamente legata alla natura migratoria degli uccelli, in grado di apparire eternamente giovani agli occhi dei meno esperti. L’Anqa, in particolare, è la “fenice degli arabi”.

Anqa, uccello eterno

Secondo la mitologia araba, l’Anqa sarebbe un enorme uccello femmina dalla vita pressoché eterna, in grado di apparire solo in precisi momenti della storia umana. Quest’ultima comparirebbe poco prima di catastrofi e calamità, secondo la tradizione per cui venne creata da Allah perfetta, diventando poi lei stessa e per questo uccisa dal suo stesso creatore. Secondo il geografo arabo Zakariya Al Qazwini, però, questa specie di uccelli sarebbe da sempre presente sul monte Qaf, vivendo però ben 1700 anni.

Anqa
Una gru cenerina

In virtù di alcune peculiari caratteristiche fisiche, è probabile che l’Anqa sia in realtà una gru cenerina o un’airone, cosa che spiegherebbe ancora meglio la leggenda dietro la mitica fenice.

Annunciatori del fresco

Caratteristica tipica della fenice è quella di incendiarsi, una volta divenuta anziana, in modo di rinascere più giovane e forte, rimanendo per sempre immortale. La prima narrazione di questi tipo giunge dall’Antico Egitto, luogo in cui tale narrazione viene associata al Bennu, una sorta di gigantesco airone che ogni anno giungeva ad Eliopoli, annunciando l’arrivo del fresco. De facto l’intera narrazione della fenice è legata a doppio filo con il clima tipico di quelle zone, luogo in cui questi animali giungono per svernare, fuggendo quando l’aria inizia ad incendiarsi.

Anqa
Una fenice

Il mito della “non morte” è legato quindi al semplice fatto che i locali osservano sempre animali dall’età simile, non avendo strumenti per comprendere che fosse semplicemente una nuova generazione. Non a caso il mito di un “grande uccello immortale” è presente in numerosissime culture e ciò è da ricollegarsi proprio a questa singolare caratteristica dei volatili.

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