Saladino, il più grande sovrano curdo

La storia di uno degli uomini più celebri dell’intero mondo islamico, noto per le sue gesta e per l’incredibile onore. Grazie al suo comando, Saladino riuscirà a formare un proprio regno che si estenderà dalla Nubia a Mosul, passando per luoghi quali Yemen e Siria.

Infanzia ed Egitto

Il celebre condottiero nacque con il nome di Yusuf a Tikrit, nell’attuale Iraq, da una nobile famiglia curda che all’epoca governava la città. A causa di alcuni contrasti, però, furono costretti a fuggire a Mosul proprio nella notte in cui egli venne alla luce. Nel corso della sua infanzia venne istruito su scienze religiose e scientifiche, diventando persino un grande appassionato di poesia araba, sarà nel 1163, però, che il suo destino cambierà.

Saladino

Fu infatti inviato con lo zio Shirkuh in Egitto a sostegno di Shawar, vizir dell’imam fatimide al-‘Adid, che era stato da poco scacciato dal paese. Nella terra delle piramidi Saladino mostrò per la prima volta il suo valore, riuscendo ben presto ad imporsi come grande generale ed uomo d’onore. Ciò fece sì che la sua permanenza si prolungò, tanto da restare in queste terre anche dopo la morte di Shawar e dello zio. Proprio a causa delle sue grandi doti, l’imam al-‘Adid, ormai prossimo alla morte e senza prole, lo nominò vizir, annunciando il crollo definitivo della dinastia fatimide, la più grande nella storia degli sciiti.

Siria e crociati

Una volta ottenuto Egitto e Nubia, però, Saladino percepiva di essersi posto in una situazione molto complessa. Pur rimanendo a tutti gli effetti vassallo di Noradino (/Nur al Din), infatti, possedeva un territorio ancor più grande e dello stesso pregio, creando non poco imbarazzo al suo padrone. Proprio per questo, inviò il figlio Turan-Shah alla conquista dello Yemen, in modo da aver già pronta una possibile via di fuga. Nel frattempo si dedicherà ad una repressione totale delle rivolte fatimidi in Egitto, tanto che da quel momento non vi saranno mai più rivolte shia nel paese.

Saladino

Con la morte di Noradino, però, la situazione cambiò ed egli iniziò a porre le sue mire anche sulla Siria, ormai priva del suo protettore e con al governo l’11enne Al Malik Al Salih. Tuttavia non volle mai entrare nel paese da traditore, attendendo per diverso tempo un “invito” che puntualmente arrivò. Con la scusa di far da protettore al giovane principe, Saladino occupò pacificamente Damasco, conquistando poi Homs e Hama, allora centro degli Assassini. Nel 1182 prenderà anche Aleppo, dirigendosi allora contro i crociati che in quel momento storico occupavano la Palestina. Nel 1187 combatterà la celeberrima battaglia di Hattin, segnando l’inizio della fine dei regni crociati che, proprio il 2 ottobre dello stesso anno, persero Gerusalemme. Baliano di Ibelin, allora a capo della città, preferì infatti arrendersi, conscio del grande onore che riservava il condottiero curdo agli sconfitti, riuscendo così a salvare ben 16’000. Salah al Din morirà a Damsco soli 6 anni dopo, risultando senza dubbio una delle figure simbolo per tutto il mondo islamico di ieri e di oggi.

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