“Vita: istruzioni per l’uso” di Ahmed Nagi

Un romanzo folle e rivoluzionario, una rappresentazione in lettere e disegni dei pensieri dei giovani cairoti. Un libro tanto interessante da costare ad Ahmed Nagi il carcere per ben 2 anni

Vita: istruzioni per l’uso

Bassàm Bahgat è stato ingaggiato per produrre documentari di propaganda per la “Società degli Urbanisti”, un’organizzazione segreta (capillarmente estesa nel mondo) dedita alla riprogettazione del Cairo. Il documentarista non sa che il sottile intento della Società è quello distruggere definitivamente la città creandone una nuova, dalla forma futuristica e commerciale. La vita di Bassàm cambierà improvvisamente con l’incontro di Ihàb Hassan, personaggio eccentrico e carismatico, che contrapponendosi alla Società, gli propone il suo rivoluzionario progetto: modificare la metropoli cairota affinché il degrado urbano si estingua.

Innovativo

Il romanzo di Nagi è senza alcuna ombra di dubbio uno degli esperimenti più originali ed interessanti dell’intera letteratura egiziana. Il libro mischia infatti testo ed immagini, facendo sì che la storia si unita a continue suggestioni, il più delle quali decisamente fuori dagli schemi. In una parte del libro, ad esempio, l’autore immagina gli abitanti del Cairo come nuovi ibridi di esseri viventi, idee che, grazie alla matita di Ayman Al Zorqani, prendono corpo, portando il lettore in universi sempre nuovi.

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Un’illustrazione tratta dal libro

L’opera di Nagi è una sorta di rappresentazione concreta di ciò che immagina parte della “gioventù egiziana”, una sorta di flusso di pensieri che sfrutta una storia per aver un corpo. L’autore, infatti, punta sì a raccontare qualcosa ma è il “come” ad interessargli decisamente di più, provando a rappresentare qualcosa di insondabile quale l’immaginario della propria generazione.

2 anni di carcere

Come nel caso de “Il pane nudo” di Mohamed Choukri, però, la storia editoriale è tanto interessante quanto quella del romanzo, dandoci un panorama della libertà d’espressione al Cairo. Ahmed Nagi è stato infatti condannato a 2 anni di carcere a causa del contenuto del libro, ritenuto “un oltraggio al pudore”, tanto, che a leggerlo, il condannante sarebbe addirittura svenuto.

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Ahmed Nagi

Il capitolo, lo diciamo per chiarezza, è assolutamente esplicito e con riferimenti precisi a sesso e droghe, ma mai condanna potrebbe suonar più folle ai giorni nostri. Proprio in questo periodo storico, infatti, stiamo assistendo ad un cambio generazionale fra due mondi diviso fra un pre ed un post internet. Il romanzo di Nagi non fa altro che mostrare con chiarezza e senza mezzi termini come viene vista Cairo dagli occhi di un giovane egiziano, assolutamente deluso da ciò che vede intorno. La droga e la continua ricerca di un partner sessuale, infatti, sono tendenzialmente sintomo di una mancanza di fiducia e di prospettiva, caratteristica sempre più visibile anche nel Bel Paese (decisamente più legato all’Egitto di quanto non pensiate).

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