Copricapi afghani

Dopo gli abiti, ecco i 5 copricapi da uomo tipici dell’Afghanistan, spesso portati da alcune delle figure centrali nella storia e nella politica del paese.

I copricapi afghani:

Pakol

abiti
Ahmad Shah Mansour, grazie a lui il pakul conobbe un enorme popolarità

Berretto tradizionalmente di lana, probabilmente giunto in Afghanistan al seguito delle truppe di Alessandro Magno. Sembra infatti che quest’ultime indossassero la causia, cappello originario della Grecia che, proprio in queste terre, sopravvive tutt’oggi. Divenne ben presto un simbolo del Nurestan, allargando poi il suo areale a tagiki e Pashtun, questo anche grazie ad Ahmad Shah Massoud, leggendario leader afghano che era solito indossarlo.

Turbante del Peshawar

cappello
Turbante del Peshawar

Turbante di tradizione antichissima, risalente addirittura all’antico impero indiano del Gandhara. Consiste in due pezzi: il kulla e il lungi; il primo è spesso decorato e forma la “base” del copricapo, il secondo va invece a creare il “ventaglio” chiamato turra e la “coda” chiamata shamla. Tipico in particolare dei Pashtun, tanto che fu utilizzato proprio a lungo proprio per mostrare la propria appartenenza.

Mazari

cappello
L’attivista Manzoor Ahmad Pashteen con il mazari

Cappello originario di Mazar-i-Sharif, in Afghanistan, si distingue per i pattern rossoneri, tipici di quest’area. Da sempre associato agli Hazara, popolazione che discende dai soldati di Gengis Khan, di recente ha conosciuto popolarità anche fra i Pashtun grazie all’attivista per i diritti umani Manzoor Ahmad Pashteen.

Sindhi topi

cappello
Il Sindhi topi

Originario della provincia del Sindh, in Pakistan, si è rapidamente diffuso anche fra i Saraiki del Punjab, i beluci ed i Pashtun. Insieme agli scialle Ajrak, fa parte del nazionalismo del popolo Sindh, orgoglioso degli straordinari manufatti che riesce a cresce a creare. Molto simile per forma alla taqiyah del mondo arabo-islamico, si distingue per un caratteristico spacco sulla fronte. Tradizionalmente considerato “il Cappello”, viene spesso riccamente decorato con ricami e con l’inserimento di piccoli specchi.

Karakul

cappello
Hamid Karzai con il suo karakul

Il classico cappello triangolare in lana è originario di Kabul e prende il suo nome proprio dalla leggendaria pecora di Karakul, tipica dell’area del Turkestan. Proprio in virtù delle conquiste mongole e turche, tale copricapo si diffuse poi in tutta l’Asia centrale e meridionale, diventando ben presto simbolo di potere. Non a caso venne indossata da gran parte della famiglia reale afghana, oltre a diventare, poi, uno dei simboli dell’ex presidente Hamid Karzai.

Domani un podcast dedicato a Galata, piede italiano ad Istanbul e l’articolo con le basi dei tappeti afghani (che sarebbe dovuto uscire oggi ma siamo rimasti stregati dai cappelli), non perdeteveli. Seguiteci sulla nostra pagina facebookSpotifyYouTube e Instagram, oppure sul nostro canale Telegram. Martedì uscirà il podcast proprio di questo libro. Se ti va, inoltre, abbiamo anche in corso un progetto a tema libri. Ogni like, condivisione o supporto è ben accetto e ci aiuta a dedicarci sempre di più alla nostra passione: raccontare il Medio Oriente.

 

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