Cinnamomo biblico

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Una spezia antichissima, che ha accompagnato popoli per millenni, oggi in Occidente è un ingrediente base per tantissimi dolci e piatti “etnici”. In questo articolo continuiamo a parlare di cibo, in particolare della cannella, che si ama o si odia.

La base del nido

Quante volte ci siamo incantati sentendo l’odore della cannella? Che sia in un dolce, in un riso mediorientale o in un profumo da indossare, questa spezia è capace di trascinarci lontano, nel tempo e nello spazio. Fonde la realtà con le leggende, la più importante delle quali la racconta come componente principale del nido delle arabe fenici, avrebbe infatti preso da questi animali fantastici le sue straordinarie proprietà.

Spezia legnosa

Cinnamomo e cannella, che dir si voglia, sono usati indistintamente come nomi di due piante della stessa famiglia, con aroma simile ma origine differente. La cannella proveniente dallo Sri Lanka è il Cinnamomum zeylanicum detto anche cannella di Ceylon, importata in Europa dagli Olandesi nel XVII secolo, è tra le due la più pregiata, per questo chiamata anche “cannella vera” o “regina”. La seconda, il Cinnamomum cassia proviene invece dall’Asia, Cina e Vietnam in particolare, è la più economica e diffusa. Entrambe sono spezie atipiche: non vengono ricavate dai semi di una pianta bensì dalla corteccia, di un arbusto per quella di Ceylon e di un albero per la varietà del sudest asiatico.

Dalle SACRE SCRITTURE AL COLONIALISMO

Il Signore disse ancora a Mosè: ‘Procurati profumi di prima qualità: cinque chili e mezzo di mirra liquida, due chili e mezzo di cinnamomo profumato, due chili e mezzo di cannella profumata, cinque chili di cassia – il tutto secondo l’unità di peso del santuario[…]’.
-Esodo cap.30, vv.22-24

L’origine, o meglio la scoperta, di questa spezia si perde nella notte dei tempi. Viene citata nel Libro dell’Esodo, dove fu ordinato a Mosè di usarla come spezia da unire all’olio da consacrazione; ma sappiamo anche con certezza che venisse usata dagli Egizi nel processo di imbalsamazione. Era agognata dai greci, che a dire di Plinio il Vecchio ancora nel I secolo dopo Cristo la commerciavano a prezzi altissimi, mentre veniva bistrattata dai Romani che la credevano proveniente dal Medio Oriente tramite metodi oscuri. Nel Medioevo divenne dono pregiato nelle coorti Reali, e fu per questo che l’Olanda ne iniziò un commercio quasi esclusivo. Infine nell’ottocento vantava già un posto tra le quattro spezie basilari in tutti i manuali di cucina. Fu uno dei prodotti più esportati e importanti dello Sri Lanka durante il periodo coloniale inglese. Una spezia onnipresente!

La cannella ha anche un ruolo importante nella medicina Orientale: un cucchiaino al giorno, non più, aiuterebbe nell’influenza, contro i reumatismi e l’indigestione, probabilmente per le sue proprietà antisettiche. Pare inoltre che, grazie ai polifenoli che contiene, aiuti a tenere sotto controllo i livelli di insulina e quindi di glucosio nel sangue, contrastando in minima parte l’accumulo di grassi.
Senza dubbio fuori dall’ordinario per essere rimasta nell’immaginario, nelle trame della Storia e nelle dispense per tutto questo tempo.

Domani nell’articolo che concluderà la serie del cibo parleremo dell’anice! Nel frattempo seguiteci sulla nostra pagina facebook, su SpotifyYouTube e Instagram, oppure sul nostro canale Telegram. Se vi va, inoltre, abbiamo anche in corso un progetto a tema libri. Ogni like, condivisione o supporto è ben accetto e ci aiuta a dedicarci sempre di più alla nostra passione: raccontare il Medio Oriente.

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