Passeggiate per Amsterdam

Continua la nostra settimana dedicata all’Olanda, questa volta con un vero e proprio tour di Amsterdam e dei suoi leggendari canali. Vi portiamo nell’Oud-West, lontano da turisti ed attrazioni spicciole, mostrandovi il vero volto di questa città magica.

Un giro in centro per festeggiare

Dopo la salat eid delle 07 di mattina, inizio a girovagare per le vie della capitale olandese, sfruttando anche il colpo di sonno che ha, giustamente, travolto il mio ospite. Un’occasione perfetta per farsi un’idea dell’urbanistiche del nostro quartiere, tanto lontano dagli orari e dal traffico turistico. Anche con un sole che spacca le pietre, infatti, i muslim sono gli unici temerari a svegliarsi la domenica a quest’orario, creando per l’ennesima volta un contrasto fra abitanti e strutture molto simile a quello delle Chinatown. La città, però, si mostra in tutto il suo splendore, mostrando il potere dell’acqua nel dare tocchi magici al paesaggio. Colori e natura che rendono omaggio alla tradizione pittorica dei luoghi, dando spesso l’illusione di muoversi in un vero e proprio quadro a cielo aperto.

Amsterdam
Dal Rembrandt Park

Una volta svegliato e fatto fumare il mio accompagnatore, decidiamo di incontrare un suo amico italiano per la motoGP, cosa che si trasforma ben presto in un giro per la parte più celebre di Amsterdam con continui monumenti, negozi e un’odore d’erba sempre presente come sottofondo. Dopo una breve sosta al Kfc (sotto mia insistenza), ci dirigiamo al Vondelpark, uno dei parchi più grandi e belli della città, fin troppo simile al meneghino Parco Sempione. La somiglianza fra le due città, per me, inizia a palesarsi già allora ma sarà la giornata successiva a creare un vero e proprio parallelismo fra le due.

10 ore di moto

Una volta terminata la “gita”, infatti, torniamo a casa e aprendo il telefono scopro l’imprevista giornata che mi attende l’indomani. Avevo scoperto che mio cugino, napoletano, sarebbe passato proprio per Amsterdam come ultima tappa del suo interrail; pensavo di dedicargli un’intera giornata, salvo una sorpresa dell’ultimo minuto: il suo treno sarebbe effettivamente arrivato il 12 ma alle 23.30. Non potendo il mio ospite lasciarmi le chiavi e dovendo lavorare per ben 8 ore, la strada non poteva che essere un giro infinito per la città.

Amsterdam
La pioggia vista da sotto il ponte

La mattina dopo ci prendiamo tutta la calma del mondo e alle 12.00 circa usciamo finalmente di casa. Inizialmente pensavo di avventurarmi per Kinkerstraat, provando a scoprire di più di quella che, almeno all’apparenza, poteva sembrare niente di più che una via commerciale molto simile alla nostra Corso Buenos Aires. La realtà dei fatti è, però, che riesco a perdermi quasi subito, passando circa 4 delle 8 ore previste fra il Rembrandt Park (per gusto personale, il più bello della città), Hoofdweg e Surinameplein, de facto il quartiere surinamese di Amsterdam. La pioggia esplode proprio mentre sono nel celebre parco e ciò spinge me e tutti gli abitanti a rifugiarsi sotto il ponte che lo taglia a metà. L’atmosfera di attesa e di pace che si crea è senza pari e fornisce un riposo essenziale per corpo e mente, dando una mano a far passare le successive 4 ore, cosa più complicata a dirsi che a farsi.

Lontano dai turisti

Dopo aver finalmente chiara la mia posizione ed il tragitto da seguire, scelgo spontaneamente di addentrarmi fra le vie residenziali intorno a Kinkerstraat, scoprendo luoghi di Amsterdam che mai avrei immaginato di osservare. Camminando per queste strade si incontra, infatti, l’animo più autentico della città e dei suoi abitanti, molto lontano dal centro, popolato di Coffeeshop come The Bulldog o di locali a luci rosse. Qui infatti si ha l’impressione di trovarsi in una sorta di favola, accerchiati da case e canali, dando un’immagine molto simile a come doveva apparire Milano prima della chiusura dei Navigli del 1929.

Amsterdam
Case galleggianti fatte ad arte

Nato e cresciuto sui celebri canali meneghini, non posso far a meno di utilizzare l’ultimo tempo che mi rimane per godere a pieno di questa tranquillità che avvolge la città, lasciandomi cullare dallo scorrere dell’acqua mentre attendo di poter tornare alla “base”. Una casa galleggiante simile ad un quadro di Mondrian, poi, dona quel colpo d’arte finale, permettendomi di unire definitivamente case, acqua e pittura, in un’insieme che, probabilmente, è la vera sintesi di questa magica città.

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