Il melograno, frutto dell’Eden

Uno dei frutti in assoluto più ricchi di simbologia e significato, tanto da esser considerato da alcuni il leggendario frutto dell’Eden. Il melograno è riuscito nel corso di millenni a diventare uno degli alimenti più riconosciuti e celebrati al mondo, conquistando un ruolo sempre più centrale nell’immaginario umano.

Dall’Asia alla conquista del mondo

Nativo di una zona che va dal Nord dell’India all’Iran, è stato uno dei frutti in assoluto più celebrati della Storia, visto anche che è stato uno dei primi in assoluto ad esser coltivati. Come altri frutti presenti nel Corano e nei testi sacri, la sua comparsa in case e giardini risale all’età del bronzo, epoca in cui cominciò ad esser valorizzato sempre di più. Grazie a colori e forme, infatti, divenne fin da subito uno dei simboli sia della fertilità che della morte, unendo ad essi un gusto incredibile che stregò qualsiasi popolo con cui venne a contatto.

melograno

Addirittura, una volta introdotto in Andalusia dagli arabi, questo frutto fece le fortune di Granada, al punto che, complice lo stemma cittadino, i popoli Nord europei lo credettero a lungo di origine iberica, tanto che in inglese si chiamò per secoli apple of Grenada.

Un simbolo per ogni seme

Come dicevamo, grazie al suo aspetto fisico, il melograno divenne ben presto uno dei frutti, ottenendo valori e funzioni diverse a seconda del contesto in cui si trovava. Presso i greci, ad esempio, venne considerata a lungo il frutto della morte, associato spessissimo al mito di Persefone e del cambio delle stagioni. La civiltà che si legò di più a questo frutto, però, furono gli ebrei, presso i quali la simbologia è ancor più varia e ricca di dettagli. Fu infatti sia una delle 7 specie loro promesse, oltre ad essere il primo frutto portato a Mosè una volta terminato l’Esodo. Inoltre vi fu da sempre un legame fortissimo fra quest’ultimo e i sacerdoti del Tempio di Salomone, tanto che era uno dei simboli più importanti sulle loro vesti.

melograno
Surat Ar-Rahman, vv.68

Proprio per via di questo legame tanto forte con fertilità e divino, sono in molti a pensare che fosse proprio un melograno, e non una comune mela, ad essere il tanto misterioso “frutto dell’Eden”. Non è un caso, infatti, che nel Corano sia citato come uno dei frutti paradisiaci, ulteriore conferma dell’importanza di questa pianta. Con il passare del tempo, si è attestato come un vero e proprio simbolo dell’Afghanistan e del Caucaso, tanto che le varietà di maggior pregio sono quelle di Kandahar e ogni anno a Goychay,  in Azerbaijan, si svolge un grande festival a loro dedicato. Curiosità finale: il nome scientifico del melograno è Punica Granatum, ovvero “granato cartaginese”; questo perché i romani lo conobbero per la prima volta proprio dal grande popolo africano.

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