Juz 9: il vero credente

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2 versetti che contengono i primi 3 pilastri dell’Islam: shahada “testimonianza di fede, salat “preghiera” e zakat “carità”. Particolare che, come per la fede, il primo sia nascosto agli occhi dei più

Coloro i cui cuori tremano

Surat Al Anfal viene rivelata poco dopo la battaglia di Badr, evento di portata storica per i musulmani, i quali sconfiggeranno un esercito grande il triplo del loro. Tale evento consentirà anche alla comunità di resistere, imponendosi come vera realtà all’interno della penisola arabica, cosa decisamente non scontata viste le premesse. Proprio per questo motivo in questo “capitolo” si fanno spesso riferimento ai doveri del credente e al suo spirito, argomenti principi di questi 2 versetti.

credente
Juz 9, Surat Al Anfal, vv. 2-3

Qui si pone l’accento principalmente su 3 aspetti, divenuti poi i primi 3 pilastri dell’Islam: shahada “testimonianza di fede”, salat “preghiera” e zakat “carità”. Se gli ultimi due aspetti sono facilmente individuabili, il primo lo è di meno, metafora in un certo senso della fede. Per i musulmani, infatti, il primo passaggio per diventare credente è quello di credere intimamente a l’unicità di Dio e del ruolo di Muhammad come suo profeta, cosa che non si manifesta necessariamente nella vita pratica.

Naturalmente chi crede e non prega è in errore, ma senza la shahada il tutto diventa completamente inutile agli occhi di Allah, il quale non potrà accettarla. Meravigliosa la metafora del cuore che trema all’ascolto del proprio Signore, descrizione perfetta di ciò che accade a coloro che sono umili nella fede e che, come bambini attratti dalla musica, a lui si avvicinano. Un’esperienza incredibile che capita solo ai più fortunati, vero segnale del dialogo fra umano e divino.

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