Juz 4: Muhammad come solo uomo

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Con il 4° Juz, andiamo a toccare un altro punto molto interessante dell’Islam: la condizione di Muhammad come solo Messaggero. Un elemento rivoluzionario e che contraddice le parole di molti detrattori.

Se morisse o fosse ucciso

Fra i vari “punti caldi” dell’Islam vi è sicuro “l’umanità” dei profeti, incluso lo stesso Muhammad. Se in molte altre religioni messaggeri e affini sono considerati alla stregua di esseri divini, qui tutto questo scompare, mostrandoci queste figure per ciò che sono: uomini. Un concetto che, oltre ad invalidare qualsiasi tesi maligna sulla missione del Sigillo dei Profeti, mostra anche una vera e propria rivelazione nel modo di porsi.

Muhammad
Juz 4, Surat Al Imran, vv.144

Dall’alba dei tempi, infatti, le figure religiose si sono sempre poste al di sopra dei fedeli, diventando unici seguaci della “vera volontà” del Dio e diventandone poi, de facto, affini. In questo caso, invece, il ruolo di Muhammad è esplicitato, spogliandolo di tutta quella che poteva essere una natura divina e mostrandolo come servo di un messaggio più grande. Non è lui che va seguito, ma il suo messaggio, unico elemento divino della sua Rivelazione. Proprio per questo il versetto si chiude con il ricordando che Allah basta a sé stesso e che la morte del Profeta è solo questione di tempo, a quel punto si sarà creduto in lui o in colui che ha inviato il messaggio? Particolare che Abu Bakr, uno dei compagni più importanti del Sigillo dei profeti, citò proprio questo verso alla morte di Muhammad, al fine di motivare il resto dei musulmani a non abbandonare la fede.

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