“Il giocatore d’azzardo” di Mahmoud Darwish

L’opera ultima di uno dei più grandi poeti del ‘900, in “Il giocatore d’azzardo” faremo la conoscenza con il lato più intimo di Darwish, leggendo quelle che de facto e il suo testamento poetico. Libro imperdibile per tutti gli amanti della grande poesia.

Il giocatore d’azzardo

Il giocatore d’azzardo è il lungo poema che fa parte dell’ultimo libro scritto da Mahmud Darwish «poeta di Palestina» o «poeta e palestinese», come amava definirsi. Scritte nei due anni che precedono la sua morte, le poesie comprese in questa raccolta sono considerate a pieno titolo il coronamento dell’opera di Darwish. Di chiara ispirazione autobiografica, i versi ripercorrono la vita di un bambino nato da una famiglia modesta in Galilea e tutti i ‘casi della storia’ in cui è riuscito a sfuggire a morte sicura diventando un uomo che, giunto alla maturità, sente vicina la fine e l’affronta con lucidità.

Opera ultima

Il giocatore d’azzardo è l’unica opera pubblicata parzialmente incompiuta dell’autore, a causa della sua prematura scomparsa proprio quell’anno. Nel 2008 l’autore si stava dedicando alla stesura di questo diwan (raccolta poetica) e fu proprio la morte ad impedirne la conclusione. Proprio a causa della loro “incompletezza”, venne a lungo discusso sul corretto utilizzo di questo materiale, poiché Darwish non aveva lasciato testamento e al contempo non avrebbe mai accettato un’opera da lui non approvata.

Darwish

Dobbiamo al grande scrittore e critico Eliyas Khouri la possibilità di leggere questo suo ultimo e grande lavoro. Il libanese fu da sempre amico di Darwish e questo gli permise di comprendere quali di queste poesie potevano dirsi concluse. Questo libro, unico per la sua storia, rappresenta quindi l’ultima testimonianza di uno dei più grandi poeti del ‘900, il più grande fra i palestinesi, un ultimo addio del grande Darwish.

Una riflessione di vita

Le ultime poesie riflettono perfettamente questo senso di fine imminente, quasi in attesa della morte. Il motivo è da osservare proprio nella salute dell’autore, operatosi a Parigi proprio in quei anni. Da allora le tematiche di Darwish cambieranno profondamente, spostandosi su vere e proprie riflessioni sull’essere.

Darwish

Proprio per questo, “Il giocatore d’azzardo” è da considerarsi come un vero e proprio testamento poetico, in cui l’autore prova una ricerca di sé a tempo “quasi concluso”. Non bisogna però immaginare una riflessione monocorde su vita e morte, anzi, l’opera conserva una sua assoluta originalità, portando sia stili che tematiche diverse. Si passerà infatti da testi quali “Qui e ora”, in cui la poesia regna sovrana, ad altri impostati in forma di copione teatrale, giungendo persino ad una sorta di “poetografia” con “Il giocatore d’azzardo”. Quest’ultimo diwan dell’autore diventa uno strumento importantissimo per conoscere Darwish e sé stessi, trovando l’illuminazione dalle riflessioni di uno dei più grandi poeti arabo di sempre.

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