Il Nowruz: tradizioni, ricordi, e social

Attraverso l’esperienza di Saman Javadi, nato in Italia da famiglia iraniana, da sempre sponda fra questi 2 mondi. Una tradizione da sempre collegamento con le origini lontane, vero e proprio ricordo d’amore.

Tradizione millenaria

نوروز (“Nowruz”) letteralmente significa “nuovo giorno”, cioè il Capodanno iraniano, che coincide con l’Equinozio di Primavera. Si tratta di una festività antica, attestata già ai tempi dell’impero persiano: il re Dario fece costruire la capitale Persepoli appositamente per trascorrervi l’arrivo del nuovo anno con una cerimonia ufficiale, dove venivano portati i migliori prodotti provenienti dalle varie regioni.

Nowruz
Nowruz negli Usa

Quando ero bambino sentivo pronunciare dai miei la parola “Nowruz” in un modo che non passava inosservato. Esprimeva qualcosa di buono, bello, coinvolgente. Lo vedevo quando i miei la citavano parlando con gli amici: in quegli anni si ritrovavano insieme a casa, e si cucinava riso basmati con zafferano, si danzava musica iraniana, e vedevo “i grandi” ridere tanto. Poi c’era il telefono, che permetteva di fare gli auguri di “Nowruz” in persiano a chi viveva lontano da noi, in paesi con lingue e fusi orari differenti.
Tutto questo non era casuale. Intanto perché si trattava di عید (“èyd”) cioè di una festa. Dove è naturale sorridere già prima che inizi, al solo pensiero; per poi manifestarvi la propria allegria, libertà, scherzosità.

Un pezzo di Iran nel mondo

Ma quello che da bambino non capivo era che il “Nowruz” fosse l’unico pezzo di Iran che si poteva riprodurre al di fuori della terra d’origine, negli anni in cui non era possibile farvi ritorno a causa della guerra contro l’Iraq. Per non parlare di come venisse celebrato nei grandi alberghi stellati a Firenze, Londra, e soprattutto Los Angeles.

Nowruz
Una tavola di Haft Sin

Oggi su Instagram potete ammirare le immancabili tovaglie con “Haft Sin”, cioè sette oggetti che iniziano per “S” in persiano: la mela (sib), l’aceto (serkèh), l’aglio (sir), la frutta secca (senjèd), la crema di grano (samanù), le spezie (somàgh), il giacinto (sonbòl). A queste si aggiungono uno specchio, uno zecchino, e un germoglio di lenticchie: quest’ultimo si chiama “sabzèh”, e verrà gettato via il tredicesimo giorno del nuovo anno durante la scampagnata detta “Sizdèh be dar”.

Anche Twitter celebra il Capodanno iraniano: se provate a digitare gli hashtag #نوروز, #nowruz, e #PersianNewYear vedrete comparire un’emoticon del “sabzèh”!

Ringraziamo ancora Saman di aver portato la magia del Nowruz iraniano sul nostro sito, siamo ansiosi di scoprire il suo nuovo articolo, in uscita domani sul nostro sito. Nel frattempo potete seguirlo su Facebook e Instagram, alle 22.58 entreremo ufficialmente nel nuovo anno persiano. Seguiteci sulla nostra pagina facebookYouTube e Instagram, ogni like, condivisione o supporto è ben accetto e ci aiuta a dedicarci sempre di più alla nostra passione: raccontare il Medio Oriente.

Nowruz
senjed, frutta secca a simboleggiare l’amore

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