Noha Zayed, fotografa d’Egitto

Dopo avervi parlato di Basma Hamdy, oggi abbiamo intervistato Noha Zayed, la fotografa di “Khatt, viaggio nella calligrafia egiziana”. Un’anima da artista, pronta a farvi viaggiare nella cultura pop egiziana. Below you will find the original interview in English

K: La tua passione per la calligrafia è qualcosa che ha riguardato molti progetti nella tua carriera, quando è nata questa passione? C’è stato un momento particolare o è qualcosa che è cresciuta lentamente nel corso degli anni?

N: Ho iniziato 10 anni fa con la mia migliore amica Nada Abdel Salam dedicandomi al progetto “Zafir t-shirt”, il brand di magliette egiziano. L’idea era di fare qualcosa che se riflettesse appieno la cultura pop, avevamo molti disegni con delle scritte in arabo e ciò era una cosa assolutamente innovativa al tempo. Lì ha iniziato a farsi davvero strada il mio interesse ed è lì che il mio lavoro con tipografia e la calligrafia.

Noha Zayed
Noha Zayed modella nel 2015 per Zafir T-shirt

Dopo la Rivoluzione ho cominciato a viaggiare sempre di più per l’Egitto, in quel momento ho iniziato a fotografare dei bei esempi di Khatt. Una volta finito ne avevo un enorme archivio che ho portato a Basma Hamdy per il libro “Khatt, un viaggio nella calligrafia egiziana”, pubblicato di recente per Saqi Books.

Il libro presenta esempi belli e unici di queste espressioni scritte, accompagnato da alcuni testi che tentano di indagare i riferimenti politici, sociali, storici e religiosi che esistono dietro questa ricca tradizione.

K: Come nasce il progetto “Arabic Typography“? Conoscevi già prima Vatyma o c’è una storia particolare dietro il vostro primo incontro?

N:Fatima è la fondatrice dell’account di Arabic Typography; la sua idea era di avere una collezione della bella tipografia araba, a partire dalla segnaletica fino alla street art. Le foto sono inviate da una community sparsa in tutto il mondo.

Noha Zayed
Khatt in Kuwait

Si è rivolta a me chiedendomi se fossi interessata a fare da co-curatrice all’account, penso che avesse già visto il mio interesse per i Khatt. Però in questo momento non ci siamo ancora né viste né incontrate!

K: Un po’ di tempo fa abbiamo parlato con Basma Hamdy del potere che la “rivoluzione internettiana” ha avuto sul mondo dell’arte in Medio Oriente, che cosa ne pensi?

N: Non ho opinioni particolari, ogni cosa ha i suoi pro e i suoi contro

K: Grazie alla tua passione per la fotografia, in questi anni hai trovato bellissimi khatt nascosti, ce n’è qualcuno che preferisci più di altri o che semplicemente ha più significato?

N: Sono ossessionata da quelli sui camion; ho passato gran parte del mio tempo a girare l’Egitto e a guidare in autostrada, mi piace davvero guardare fuori dal finestrino e perdermi osservando qualcuno dei Khatt sui furgoni. I camionisti egiziani non sono minimalisti e decorano i loro veicoli con ogni sorta di disegni, adesivi e calligrafia.

Noha Zayed
“Adam”

Mi diverto a leggere le citazioni, detti, preghiere e saggezze o anche solo a imparare i nomi dei loro figli. Mi tiene sempre divertita e pensante quando sono sulla strada.

K: Tutti i tuoi progetti sono basati sull’Egitto, in futuro ti piacerebbe anche esplorare su altri paesi o vuoi focalizzarti sul tuo? 

N: Ho visto ampiamente esplorato l’Egitto negli scorsi anni, c’è molto da vedere, imparare e comprendere. Ho una relazione molto complicata con il mio paese, fra odio e amore, fotografarlo è come se fosse la nostra “terapia di coppia”. Mi aiuta a focalizzarmi sull’amore nella nostra relazione. Tuttavia ho viaggiato e fotografato anche paesi come Libia, Sudan, Mozambico, India e altri.

Noha Zayed

Portare un’artista è sempre un onore, portare Noha Zayed in particolare, è stato il nostro primo pensiero da quando abbiamo visto i suoi lavori. Grazie al suo impegno e alla sua passione è riuscita a dar valore a qualcosa che altrimenti sarebbe passato inosservato, stupendo ancora una volta il mondo per tanta bellezza. Non vediamo l’ora, un giorno, di vederla dal vivo per ringraziarla di questo suo grande e meraviglioso lavoro. Artisti come lei sono i nostri preferiti, pochi davvero in grado di collegare passato e presente.

Vi lasciamo i link al suo sito, alla pagina Facebook e Instagram e per acquistare Khatt, appena ne avremo la possibilità vogliamo mostrare questo tesoro anche a voi.

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Khatt Hamdy
Noha Zayed e Basma Hamdy alla presentazione del libro

K: Your passion for the calligraphy it’s something that had concerned many project in your career, but when it was borne this passion? There is some particoular moment or it’s something grown slowly in the years?

N: 10 years ago I started with my best friend Nada Abdel Salam Zafir t-shirts, Egypt’s first T-shirt brand and the ideas was to make T-shirt designs that reflected Egyptian pop culture so there were many designs with Arabic typography and this was something totally novel at the time and that’s when my serious interest and work with typography/calligraphy began.

Khatt Hamdy
Khatt

After the revolutions I began to extensively travel around Egypt, I began to take photographs of beautiful examples of Khatt and ended up with a large archive of photographs of Khatt which led to working with Basma Hamdy on the photo book Khatt:Egypt’s calligraphic landscape recently published by Saqi books.

The book features beautiful and unique examples of these written expressions alongside some essays that attempt to investigate the underlying political, social, historical and religious references that exist behind this rich tradition.

K: How it’s borne the project of Arabic Typography? You already know Vatyma or there is also a story behind your first meet?

N: Fatima is the founder of the Arabic Typography account; her idea was to have a collection of beautiful Arabic typography from signage to street art that’s crowd sourced from all over the world.

Noha Zayed

 She approached me and asked if I was interested in co-curating the account, I think because she saw my interest in Arabic typography. We didn’t know each other at the time and we still haven’t met!

K: Some time ago we had talked with Basma Hamdy about the power that the Internet revolution had on the art world in Middle East, what is your opinion about it?

I don’t really have an opinion.  Everything has its pros and cons.

K: Thanks to your passion for the photography, in these years you had find a lot of hidden and wonderful khatt, there is someone that you prefer more than others or simply that had more menanig for you?

N: I have an obsession with Khatt on trucks, I spend a large part of my time travelling around Egypt and driving on the high ways, I really enjoy looking out for Khatt on trucks. Egyptian truck drivers are not minimalist and they decorate their trucks with all sorts of designs, stickers and calligraphy.

Noha Zayed

I enjoy reading the quotations, sayings, prayers, and wisdoms or even learning the names of the children of the truck driver.

It always keeps me amused and thinking while I’m on the road.

K: All your projects are based in Egypt, in future would you like also explore different places or you are still concentrated on you country? 

N: I’ve been extensively exploring Egypt in the past few years, there’s so much that to see, learn about and understand. I have a very complicated relationship with my country, almost love and hate, photographing her is like our couples therapy. It helps me focus on the love in our relationship. Nevertheless I travel often and have explored and photographed places like Libya, Sudan, Mozambique, India and others

Noha Zayed

Bring an artist it’s always an honor, bring Noha Zayed, in particoular, it was our first thought since we had seen her works. Thanks to her diligence and her passion, she successed to give value to something that, in a different way, it would be passed anonymous, astonishing the entire world for such great beauty. We can’t wait, one day, to see her live, to congrats for her great and wonderful work. Artists like her are our favourites, a few that really can connect the past with the present.

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Noha Zayed

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