Persepolis di Marjane Satrapi

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La rivoluzione culturale iraniana vista dagli occhi di una ragazzina. L’autobiografia di Marjane Satrapi è, con il passare del tempo, divenuto vero e proprio cult fra le graphic novel, elogiato sia per il messaggio che per lo stile.

Iran, 1978

La storia della giovanissima Marjane a Teheran dai sei ai quattordici anni. Sono gli anni della caduta del regime dello Scià Reza Pahlavi, del trionfo della Rivoluzione Islamica e della guerra contro l’Iraq. I suoi genitori, di larghe vedute, pur di garantirle un’adeguata istruzione e maturazione, non esiteranno a mandarla a Vienna, dove lei si scontrerà con l’incomprensione altrui proprio come nella sua città natale.

Persepolis

Marjane

Persepolis è una delle graphic novel più sincere di sempre. In tutta l’opera siamo sempre di osservare il mondo dagli occhi di Marjane, né più né meno. Non ci sono trucchi per ingannare il lettore e nulla viene esagerato ma è proprio questa la sua potenza. Il fumetto riesce a rappresentare infatti al meglio quello che poteva pensare Marjane all’epoca, sia per come è stata cresciuta sia per chi è diventata. Non c’è niente fuori posto e grazie ai suoi aneddoti rideremo e piangeremo insieme a lei.

Persepolis

Anche il disegno da il suo notevole contributo all’opera, adattandosi alla perfezione con i vari momenti e con i vari stati d’animo, restando naturale, ma senza lasciar nulla al caso. Iconiche le rappresentazioni delle Pasdaran, ritratte come feroci mostri.

Classico

Chi ama la letteratura moderna non può fare a meno di leggere questo libro che, in pochi anni, ha saputo valorizzare e dare un tono a graphic novel più mature come Palestina di Joe Sacco o tanti altri. Inoltre è anche uno dei pochi casi in cui osserviamo la rivoluzione culturale dagli occhi di una bambina.

Il fumetto però affronta anche altre tematiche quali l’immigrazione e il ritorno alla terra natia. La prima graphic novel in grado di fare la storia.

Persepolis

Questo articolo ha 0 commenti.

  1. Che belle le illustrazioni…e anche la scelta di narrare dal punto di vista di una bambina incuriosisce!

    1. Si, poi mi sono accorto che è diventato davvero importante quando me lo diede la mia prof d’italiano al liceo. Io l’ho divorato, pero il film mi è piaciuto di meno

  2. Non sapevo del libro ma ho visto il film e intravista l’autrice a Parigi. Comunque molto interessato e “proto femmini. ….sta “saluti

  3. Ho visto il film molti anni fa mi ha colpito molto la realizzazione è fatta molto bene, ma posso immaginare che il libro sia più completo . Un argomento simile, secondo me, l’ha affrontato Zadie Smith con il libro ”Denti Bianchi”.

  4. Io l’ho scoperto quando insegnavo e l’ho prestato tantissime volte ai ragazzi e soprattutto alle ragazze, che se lo passavano a catena, prenotandolo per leggerlo. Persino chi non amava leggere, vedendo i fumetti, ne era attirato e poi cascava nella storia e nel racconto. È un libro che conservo con affetto, è sempre attuale e bellissimo!

    1. Assolutamente, a me proprio al liceo lo avevano fatto leggere, davvero interessante e ti fa vedere le cose da una prospettiva nuova

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