Racconti dei saggi del deserto – Paul André

Un gioiello. Un libro-tesoro da tenere sempre a portata di mano. Questo piccolo oggetto prezioso rilegato in stoffa color deserto fa parte della collana di libri “Racconti dei saggi” edita in Italia da L’ippocampo Editore (Milano).

Racconti dei saggi del deserto

Cinquanta racconti brevi che parlano di persone, vite, amori e doveri. Una morale, una lezione dietro ogni storia.

C’è Si Khmaies, Rabah, Smail, Moktar, Sabour… Ognuno protagonista di uno stralcio di vita,  o di una vita intera, raccontati in poche pagine di carta spessa. Una poesia di fondo, un’aura mistica avvolge questo libro. Sembra quasi il diario segreto di uno sciamano, arrivato a noi attraverso il tempo e la sabbia.

Decorate ogni volta da diversi motivi sui bordi, le pagine sono parte integrante della storia, fatta di lettere stampate su sfondo color crema. Sono le geometrie del deserto, i tappeti, le ceste, gli amuleti in ferro che appaiono di tanto in tanto tra una pagina e l’altra, a portare il lettore tra le dune.

Amico intimo

Lo sa bene Henri Gougaud che scrive la prefazione della collana di libri intitolandola “Saggezza dei racconti, istruzioni per l’uso”, e in cui dice:

“Questo libro non è fatto per essere letto, ma per essere frequentato come un amico intimo, segreto.”

Un confidente a cui rivolgere dubbi e domande inespresse, in cui cercare risposte e metafore per mezzo dei racconti mai scontati, sempre profondi, intervallati da citazioni di mistici sufi, versi del Corano o della saggezza e poesia popolare.

Ai quattro fratelli cavalieri


Paul André, studioso belga, insegnante di lettere prima in Tunisia poi in Patria , ci porta con sé attraverso gli ambienti e i paesaggi a cui era tanto legato. Lo fa con una scrittura fluida, facile da leggere a mente e ad alta voce intorno a un fuoco. I tempi verbali cambiano ad ogni capitolo, quasi ad indicare da quanto lontano nel tempo arrivi quella storia. Dedica questa sua piccola opera ai quattro fratelli cavalieri Khmaies, Hamda, Mahmoud, Youssef. E agli Zlass, tribù berbera tunisina di abili cavalieri dalla “rude dolcezza”. Sicuramente ai loro racconti della tradizione dobbiamo gran parte di questo libro. Grazie.

Alcune altre opere dalla stessa collana:

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