“Il matrimonio di Ali” di Jeffrey Walker

Apriamo la settimana dedicata ai film di Netflix con una delle commedie più dolci della piattaforma, probabilmente alla pari con “Barakah meets Barakah”. Vera storia del protagonista Osamah Sami

Il matrimonio di Ali

Ali è il figlio di un religioso musulmano ma, nonostante le migliori intenzioni, si sforza di fare le giuste scelte di vita. Vuole stare con la ragazza che ama, Dianne ma gli è stata promessa un’altra ragazza nella moschea di suo padre. Vuole essere il grande dottore che la comunità si aspetta che sia, ma non riesce ad ottenere i voti necessari. E soprattutto vuole rendere orgoglioso suo padre. Per non deludere queste alte aspettative, mente sui suoi successi accademici, con conseguenze imprevedibili.

Dolcissimo

Netflix si conferma ancora fucina di grande commedie, portando ancora una volta un prodotto fresco e dal sorriso assicurato. Il film ricorda moltissimo “Barakah meets Barakah” di Mahmoud Sabbagh per dolcezza e umorismo, in grado di divertire anche i più strenui denigratori delle “commedie romantiche”. Riesce infatti a non annoiare e non diventare mai “troppo” risultando, proprio per questo, estremante vero ed onesto.

Matrimonio di Ali

La storia, peraltro, è la vera vita dell’attore Osamah Sami che nel film interpreta proprio il protagonista; chicca che dona al film un sapore ancora più tenero, ridendo ancor più di gusto per le sue disavventure ed i suoi successi. Delizioso è probabilmente il termine adatto; naturalmente consigliato a pieni voti.

La comunità islamica australiana

Il film è anche un’interessantissimo affresco di come viene vissuto l’Islam in Australia, con un occhio di riguardo per la comunità, probabilmente sciita. Su quest’ultimo punto, in realtà, non siamo certi al 100% ma, per le origini dei protagonisti e per l’abnorme presenza di turbanti, lo riteniamo estremamente probabile. Detto questo, i luoghi, le storie e la vita quotidiana al suo interno, ci ha ricordato profondamente alcuni episodi di vita quotidiana, mostrandoci quanto vi sia un modus operandi comune.

Le dinamiche presenti in “Il matrimonio di Ali” sono estremamente veritiere proprio perché sono quelle presenti nella maggior parte delle comunità islamiche di 2° generazione. Naturalmente il mondo anglosassone ha delle differenze rispetto a quello latino ma, vivendo noi a Milano, abbiamo trovato infinite similitudini fra il nostro vissuto e quello di moltissimi dei personaggi. Se siete curiosi riguardo alle comunità islamiche nel mondo, questo può essere una buona infarinatura.

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