Senegal mistico

Pace!
Dopo un periodo di pausa sofferto ritorno a scrivere sul sito. Vi parlerò ancora una volta di una tariqa, la confraternita ad orientamento Sufi, del mondo musulmano.  
Oggi lo faccio ricollegandomi al Senegal, uno dei Paesi a maggioranza musulmana dove queste confraternite sono realtà  ancora presenti e “importanti” a livello nazionale e non.

Talibes – Studenti

In Senegal le confraternite principali sono tre: Xaria (Qhariyyah, la più antica esistente, originata in Iraq a partire dall’ XI secolo), Tijaniyyah (fondata a Fes, Marocco, XVII secolo) la più recente quella Muridiyyah.
Tra queste l’ultima è l’unica autoctona,  seguita da circa il 40 % della popolazione (soprattutto di etnia wolof). Ma partiamo dal principio. Il termine arabo “murid” è traducibile grossomodo in italiano con “colui che desidera, aspira, ricerca” ed è generalmente usato nel sufismo per indicare un discepolo. Con la fondazione della fratellanza Murida nel 1883 ad opera dello Cheikh Ahmadou Bamba Mbakkè, meglio conosciuto come Amadou Bamba, il termine ha iniziato a designare i seguaci stessi della confraternita , che però definiscono se stessi più semplicemente “Talibes, talibè”: studenti.

Murid
Cheikh Amadou Bamba
«Prega come se tu dovessi morire domani e lavora come se tu dovessi vivere per sempre.»
(Cheikh Ahmadou Bamba)

Un uomo da ricordare

Cheikh Amadou Bamba nasce nel 1850 a Mbeckè, Senegal centrale, un villaggio di etnia wolof fondato da suoi antenati. Qui cresce in un ambiente mistico, il padre è infatti un marabutto della dottrina Sufi Qadriyyah. Segue le orme del padre, studia il Corano e l’arabo classico e gli  succede alla sua morte nel 1883, anno di fondazione della confraternita. Uomo di fede, lettere (scrive infatti migliaia di raccolte di qasida, poesia classica araba) e mai di politica, inizia da subito ad avere grande ascendente sui suoi seguaci. Le autorità francesi vedono in lui una minaccia politica. Lo Sheikh predicava infatti uno stile di vita fatto di fede amore e duro lavoro. Troppo rischioso per i colonizzatori lasciare libero un uomo così influente. La soluzione è per loro l’esilio in Gabon.

Murid
Il Gran Magal a Milano

Qui si dice rimarrà per sette anni sette mesi e sette giorni, fino al suo ritorno in Senegal, voluto dai colonizzatori stessi, primi ad ammettere l’errore di valutazione. Pronti a riconoscere a Amadou Bamba la Legion d’onore.

Il Grand Magal

Oggi il suo rientro in Patria viene ricordato con una grande festa, un ringraziamento a Dio che ha permesso a questo uomo santo di ritornare nella sua Terra Natìa. La città fulcro di questo evento è Touba, una città che pare sia stata designata da Dio come Santa, in una visione che Sheikh Bamba ebbe prima dell’esilio. Oggi Touba è la seconda città più visistata al mondo per un pellegrinaggio, dopo la Mecca s’intende. Raggiunge e supera i 3 Milioni di pellegrini all’anno.

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