Yat-Kha, rock tuvano

Una band che abbiamo scoperto oggi e della quale non potevamo fare a meno di parlare. Gli Yat-Kha rappresentano la perfetta fusione fra rock e la musica tradizionale mongola, un mix che ci mancava ma speravamo tanto di trovare.

Tuvani

Come al solito serve un po’ di contesto per i meno appassionati di antropologia e Siberia, quanto meno per capire il genere di esperienza a cui andrete incontro. I tuvani sono una popolazione di origine turca che vive a Tuva, una delle repubbliche della Federazione Russa. La storia di questo popolo è fortemente associata ai suoi vicini, tanto da diventare parte integrante sia delle epopee mongole sia di quelle turche, specie degli uiguri. Non a caso uno dei più grandi generali dell’armata di Gengis Khan, Subotai, era di origine tuvana, cosa che donò a questo popolo anche un certo prestigio.

Le gesta di questo condottiero divennero ben presto leggendarie, andando ad alimentare molti dei miti riguardanti i mongoli. Fra i suoi trionfi spicca, in particolare, l’aver distrutto contemporaneamente l’esercito polacco e quello ungherese posti ciascuno a circa 1 km dall’altro. Dopo la grande espansione questo popolo si stanziò nei propri territori d’origine subendo le continue lotte all’interno della Mongolia. Nel 1931 il paese passò sotto l’URSS e in seguito sotto la Federazione Russa. Interessante il dato che, quando il paese divenne comunista, l’82,2% dei tuvani fossero nomadi. Tuva è tutt’oggi famosa nel mondo per qualcosa di molto particolare: lo Xöömej, il canto difonico, una delle tecniche più particolari al mondo.

Yat-Kha

Proprio con questo canto nasce la leggenda degli Yat-Kha, gruppo russo di origine tuvana capeggiato da Albert Kuvezin, uno dei più grandi maestri di quest’arte antica. Il cantante inizia la propria carriera a Kyzyl, capitale di Tuva, nella quale si forma per la prima volta sulla musica del proprio popolo. Una volta spostatosi ad Ekaterinburg nel 1989 registrerà per la prima volta in uno studio, ottenendo fin da subito i primi riconoscimenti degli appassionati. Nel 1990 parteciperà a Voice of Asia, dove incontrerà Artemy Troitsky, critico russo di fama internazionale, che ne rimarrà letteralmente estasiato, tanto da paragonarlo per unicità addirittura a Pavarotti.

Yat Kha
Albert Kuvezin

Un anno dopo si unirà ad Ivan Sokolovsky, formando una delle band più particolari dell’intero panorama mondiale. La loro musica unisce infatti sonorità tipicamente mongole (che ritroveremo anche giovedì con gli Huun Huur Tu) ad un ritmo assolutamente contemporaneo e, in alcuni tratti, da un sapore assolutamente rock. Forse è una delle prime volte che, una volta imbastito il contesto, non possiamo fare altro che lasciarvi ascoltare, troppo particolare per essere spiegata a parole.

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