Aglio e cipolle, la salute fatta a verdura

Concludiamo il versetto 2:61 con due delle piante citate più interessanti in assoluto: aglio e cipolla. Questi 2 ortaggi hanno entrambi una storia antichissima e che si perde nell’alba dei tempi, tanto che, della seconda, si ignorano perfino le origini, ormai irrintracciabili visto il lungo rapporto con l’uomo.

Rimpiante nell’Esodo

Entrambi divennero di straordinaria importanza sotto l’impero egizio, in cui per la prima volta si vennero declamate le loro incredibili proprietà nutritive. Questa verdura venne ritenuta, in particolare, un’incredibile alimento per gli schiavi, in grado di fargli recuperare le forze in brevissimo tempo, mantenendoli sempre in salute. Non è un caso che la cucina degli ebrei, che in Egitto vivevano proprio in tale condizione, sia incredibilmente ricca di questi due elementi, ambiti perfino durante l’Esodo.

Cetrioli
Juz 1, Surat Al Baqara, vv.61

Proprio durante la lunga attraversata, infatti, il popolo ebraico si trova ad invocare il buon cibo perduto, fra cui aglio e cipolle, simbolo, paradossalmente, anche delle loro sofferenze.

Andando in Oriente

La conoscenza delle loro proprietà benefiche si diffuse presto in tutto il mondo, simboleggiando la salute e l’umiltà ovunque venissero coltivate. Gli esempi più conclamati sono quelli del mondo persiano e coreano, luoghi in cui sono riusciti ad entrare di diritto anche in storie e folklore popolare. L’aglio è infatti il simbolo della salute nel Nowruz, il capodanno persiano ed è legato ad una storia ancor più particolare riguardo alle origini del regno Gojoseon, uno dei più antichi di Corea.

aglio
Aglio rosso di Nubia, prodotto tipico della Sicilia

La leggenda narra infatti che, una tigre ed un’orso desiderassero fortemente diventare umani, tanto da supplicare a lungo l’aiuto del divino re Hwanung. Quest’ultimo acconsentì alle loro richieste, promettendogli che si sarebbero trasformati dopo aver passato 100 giorni nel buio di una caverna, con soli 20 spicchi d’aglio e uno di artemisia come cibo. Alla fine del tempo stabilito, l’orso si trasformò nella bella Ungnyeo, sposata poi dallo stesso re Hwanung e divenuta poi una delle più celebri regine coreane di sempre. Dei toccasana in grado di trasformare, perfino un orso, nella più bella delle fanciulle, anche se con un alito “particolarmente energico”.

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