I cuori si rasserenano

Torna, dopo una brevissima pausa, la nostra Costanza Di Mauro, con un’importante riflessione a tea Ramadan. Uno spunto particolarmente significativo per coloro che, fra una cosa e l’altra, si ritrovano a passare un mese in solitaria.

Il mese che brucia

È Ramadan! Auguri! Auguri! Pregate! Chiedete perdono! Fate buone azioni! State in famiglia… o forse no.

In questo periodo dell’anno si rinnovano tanti aspetti del nostro Io. Certo cerchiamo di migliorare la nostra pratica, perfezionandoci, o iniziando nuove abitudini religiose. Con il digiuno però ci priviamo soprattutto del superfluo, o almeno proviamo. Guai a chi compie un mero sforzo fisico perché, più che altro, avrà solo sofferto la fame e la sete senza avere benefici.

Ramadan

Tutto lo stato di benessere umano parte dalla mente, per questo è difficile per chi non sia animato da volontà, o nel caso proprio, da fede, digiunare per tante ore. Certo quest’anno sembra facile dicono, non fa freddo, non fa caldo. Le ore passano senza grandi sacrifici. Ma Ramadan come da etimo stesso della parola è arido, torrido, brucia. Ramadan, qualsiasi sia il clima, brucia in ogni caso. In primis, per chi crede, brucia i peccati. Perchè in questo mese Santo in cui nel 609 d.C. è sceso il Corano, le buone azioni spazzano via le cattive. Poi, brucia le passioni. E’ davvero solo a stomaco vuoto che l’uomo realizza le ricchezze che nel resto dell’anno ha, ricchezze materiali e immateriali. E’ veramente solo con la privazione che viene facilitato nell’immedesimazione nell’altro da sé. Questi processi mentali, danno la spinta alla rinascita interiore, al rinnovamento delle idee e della linea d’azione futura.

Dalla teoria alla pratica

Molto bene, questa è la teoria. In pratica, al di là del mondo intimo e privato che è proprio di ogni essere umano, c’è il mondo esterno. Culturalmente il Ramadan è un periodo di unione tra famigliari, amici. Grandi pasti. Preghiere notturne in gruppo. La comunità ritrova il senso d’appartenenza che tristemente viene meno nel resto dell’anno.

Ramadan

Questo aspetto è evidente per chi non condivide con altri le usanze, culturali o religiose che siano, del Ramadan. Per chi non è cresciuto in una famiglia musulmana e vive la fede in maniera molto personale, per chi si trova a vivere lontano dagli affetti, in un Paese lontano culturalmente, per chi semplicemente non ha accanto qualcuno con cui condividere l’esperienza, ecco che il ramadan assume duplice sembianza. In un senso si avverte visceralmente la mancanza stessa della comunità, così importante, quasi vitale, per l’Islam e per il musulmano credente, e più in generale per la natura umana che tende a condividere i momenti di gioia. Dall’altro lato si percepisce con più lucidità, aiutati da una provvidenziale solitudine, il significato più profondo del sacrificio in nome di qualcosa di più Alto. L’introspezione ci porta a ritrovare dentro la solitudine propria dell’uomo la connessione che dall’interno parte verso ciò che di più diverso e esterno da noi, ma contemporaneamente  più intimamente vicino, esista: Dio.

Sempre una cura

E’ così che in ogni caso il Ramadan aiuta il fedele, che ne beneficia qualsiasi sia la sua condizione.  

Ramadan

Personalmente, dopo tanti anni ancora mi stupisco di come l’Islam sia a discapito dei più diffusi luoghi comuni, una fede che incita… all’accoglienza. Io, da italiana musulmana, nei vari anni a Ramadan ho sempre percepito almeno un minimo dello spirito di sacralità del Mese. Spirito che io stessa e i miei amici, musulmani o meno, cercavamo di ricreare ovunque ci trovassimo, dal Regno Unito a Milano, passando per Roma. Così da arginare quella nostalgia che si crea quando si vive il Ramadan, che come ormai è chiaro in realtà spinge un po’ tutti a sentirsi soli, per cercare se stessi nell’altro, per ritrovare il senso di fratellanza e ricordarci l’un l’altro di ciò che è al di sopra del nostro potere. Per  parlare e riflettere sui valori più alti che danno un senso all’incoerenza apparente del vivere quotidiano, che così tanto ci turba e ricordarci quindi che ” In verità, i cuori si rasserenano al Ricordo di Dio” (13,28).

Ringraziamo ancora Costanza per aver condiviso con noi un momento tanto intimo e allo stesso tempo tanto profondo, possa questo mese rivelarsi ancora migliora di quanto fino ad ora sperato. Seguiteci sulla nostra pagina facebookYouTube e Instagram, oppure mandaci la foto del tuo iftar sul nostro canale Telegram. Ogni like, condivisione o supporto è ben accetto e ci aiuta a dedicarci sempre di più alla nostra passione: raccontare il Medio Oriente.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:
search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close