Ramadan, il mese dell’astensione

Prima che inizi questo mese tanto particolare, abbiamo pensato di fare un piccolissimo riassunto di alcuni dei concetti base di Ramadan. Speriamo possa essere utile a chi non lo ha mai vissuto prima.

Il mese dell’astensione

Il Ramadan è il 9° mese del calendario lunare e quello durante il quale è stato rivelato per la prima volta il Corano al profeta Muhammad. Durante questo intero arco di tempo, ai musulmani di tutto il mondo è prescritto il digiuno, 4° pilastro dell’Islam. Ai fedeli è proibito mangiare, bere, fumare o avere rapporti sessuali dall’alba al tramonto, eccezion fatta per i malati, viaggiatori e, in generale, coloro che avrebbero fatica a sopportarlo. Questi dovranno però comunque recuperare i giorni persi il prima possibile o, nel caso non fosse possibile, sfamando poveri e affamati.

Ramadan

È molto importante sottolineare come durante questo mese, più che una mera separazione da acqua e cibo, si assiste ad una vera e propria astensione dal mondo e, in particolare, da ogni cattivo comportamento. Il musulmano, affinché i suoi sforzi siano validi, deve operare un cambio a 360°, provando nei limiti del possibile ad evitare ogni cattiva abitudine, nella speranza di eliminarla per sempre.

Comprensione dall’assenza

Come nella vita di tutti i giorni, è molto più semplice comprendere il valore delle cose quando ci mancano. Il Ramadan in un certo senso prova a farci sperimentare le stesse sensazioni, mettendo coloro che lo seguono nella condizione di capire, davvero, il valore di ciò di cui dispongono. In questo mese si è spogliati di tutto e, proprio per questo, si ha una maggior sensibilità per le sofferenze del povero, posto allo stesso livello del ricco per buona parte della giornata.

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La prima foto caricata sul sito, scattata alla moschea di Gratosoglio a Milano durante lo scorso Ramadan

Beni basici come acqua, baci e pane diventano un piccolo lusso, portandoci a comprendere davvero come sarebbe la nostra vita senza queste piccole gioie. Se la si vuole vedere in questi termini, si viene “abbassati” nel fisico per “alzarsi” spiritualmente.

Pratiche di Ramadan

Oltre all’astinenza, il Ramadan porta con sé anche tutta una serie di pratiche, obbligatorie o meno, che sono considerate “meritorie” e, per questo, particolarmente appetibili durante questo mese. Secondo la tradizione, infatti, le buone azioni svolte durante questi 29/30 giorni avranno un valore maggiore rispetto quelle svolte in ogni altro momento dell’anno, spingendo ancor di più a comportamenti pii.

Ramadan
Uno dei “must” per ogni Ramadan

Una delle pratiche più note da questo punto di vista è il tarawih, preghiera facoltativa esclusiva del Ramadan. Quest’ultima viene svolta dai fedeli una volta tramontato il Sole e può essere più o meno lunga in base alla scelta di imam e moschea. Altre iniziativa tipica di questo mese sono poi i numerosi iftar/cene pubbliche e non che vengono organizzate, un modo per condividere assieme ad altri le fatiche della giornata e il piacere di una bevanda fresca.

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4 pensieri riguardo “Ramadan, il mese dell’astensione

  1. Da cattolica praticante ho sempre trovato affascinante questa tradizione islamica. Apprezzo il fatto che i musulmani dimostrino una spiritualità così forte, che si è sicuramente andata a perdere nel cattolicesimo. Non parlo tanto dell’aderenza al testo sacro, quanto proprio il rapporto con il divino.

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    1. Khalid Valisi 5 maggio 2019 — 9:21

      In realtà il digiuno è una delle poche pratiche che si ritrovano pressoché identiche in ogni religione monoteista. Gli ebrei ad esempio hanno lo Yom Kippur e i cristiani hanno la Quaresima; però sono assolutamente d’accordo, per qualche motivo nell’Islam è vissuto più intensamente. Ho una marea di storie su come ad esempio coloro che bevono smettono appositamente in questo mese, stessa cosa per fumatori o chiunque faccia qualcosa di “haram”, nessuno vuole sfigurare, almeno a Ramadan 😉 fammi sapere se volessi qualcosa di più specifico e basic sull’Islam, molte volte lo so quasi per scontato ma forse sarebbe utile un minimo d’introduzione

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      1. Si, infatti anche noi cristiani abbiamo la Quaresima, ma è sicuramente molto meno sentita del Ramadan, sono in pochi a rispettarla veramente.
        Ti ringrazio, ora come ora non mi viene in mente nulla (per fortuna ho un sacerdote laureato anche in teologia islamica, che spesso ci spiega diverse cose), ma se avessi qualche domanda a riguardo ti faccio senza dubbio sapere! 🙂

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  2. Leggendo il tuo articolo, mi sono chiesto se anche quelli che svolgono dei lavori pesanti e che richiedono molto dispendio di energie sono tenuti a mantenere il digiuno, oppure se possono affrontare questo periodo in maniera più lieve (penso ad esempio a chi lavora nelle miniere, nei campi etc etc). Ecco, magari il rapporto tra il mondo del lavoro e il Ramadan sarebbe un approfondimento interessante.
    Grazie per i tuoi articoli. Sono sempre molto interessanti! 🙂

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