“La casa della saggezza” di Jim Al Khalil

Costanza Di Mauro torna con un nuovo articolo, questa volta su un libro che racconta la scienza del mondo islamico nel suo luogo più celebre in assoluto. La Bayt Al Hikma è stata un’istituzione leggendaria voluta dal califfo di Baghdad, in grado di reggere da sola tutto il sapere umano per oltre 700 anni.

La casa della saggezza

Nel IX secolo il califfo abbaside di Baghdad, Abu Ja’far Abdullah al-Mu’mun, creò uno dei centri di studio più imponenti che la storia umana abbia mai conosciuto, noto col nome di Bayt al-Hikma, La casa della saggezza. Jim Al-Khalili, con la sua usuale prosa avvincente, ci svela i nomi dei protagonisti di questa avventura meravigliosa: Abu Rayhan al Biruni, Ibn Shatir, al Khwarizmi, ibn al Haytham, al Razi ed altri ancora. Dietro questi nomi, per noi quasi sconosciuti, si nascondono le vite e le opere di scienziati che hanno di fatto posto le basi del mondo moderno. L’autore ricostruisce con straordinaria perizia la storia di un’epoca nella quale menti geniali spinsero le frontiere della conoscenza così in là da plasmare le civiltà che seguirono, fino ai giorni nostri.

Jim Al Khalili
Scolari nella libreria abbaside di Baghdad

Il suo libro è anche un tentativo di reintrodurre in Occidente un pezzo fondamentale di una cultura a lungo ignorata e in buona parte ancora da esplorare. Il pensiero scientifico e culturale occidentale è in debito, ben più di quanto comunemente si pensi, con ciò che realizzarono mille anni fa gli scienziati e i pensatori del mono islamico, in un periodo che fu elusivamente descritto come una lunga Età Oscura, una penosa parentesi posta tra la grande civiltà classica greco-latina e il Rinascimento europeo. Si omette così, troppo spesso, di dire che per 700 anni la lingua internazionale della scienza fu l’arabo.

Manuale confidenziale

Sedici capitoli, prefazioni e appendici, glossario e spiegazioni dei metodi di traduzione e translitterazione usati, immagini relative agli argomenti scientifici. Un libro-manuale, ma non solo. Nel suo saggio Al-Khalili ci porta in un mondo, in un’epoca, dimenticata, nascosta quasi a volerne preservare i preziosi segreti. Lo fa accompagnando il lettore come fosse un amico. Parla di sé, della sua famiglia e degli aneddoti che lo legano alla sua terra natia, l’Iraq. Introduce così gradualmente agli argomenti scientifici e filosofici che i grandi studiosi del passato arabo amavano trattare.

Jim Al Khalil
Jim Al Khalili

Ci porta all’interno della biblioteca fondata dal califfo abbaside Aronne il Giusto (Harun Al Rashid), e ampliata poi dal figlio, che la rese il più grande polo culturale del passato arabo. Passando per la storia del luogo e dei dintorni, ci illustra, a parole e graficamente con cartine e schemi, le condizioni in cui lo sviluppo del pensiero poté prendere piede nell’area. Ci spiega, con precisione, cosa è esattezza e cosa invece leggenda. Ci svela con confidenza i trucchi del mestiere di scienziato del primo millennio, oltre a piccole chicche sulle traduzioni dei nomi in latino… a sorpresa molto più familiari! (Ad esempio in arabo Ibn Sina non sarebbe altri che il famoso Avicenna ).

Paradossi storico-sociali

Nel libro troviamo talmente tanti nomi e informazioni, dati e dimostrazioni che quasi dimentichiamo si tratti di un volume soltanto. Ogni capitolo si apre con citazioni di rilievo, letterarie o di personaggi attuali, in ogni caso sempre attinenti. Ogni personaggio viene messo “a nudo”, svelato in tutto ciò che di lui si conosce, perfino nei rapporti con i colleghi e pari di altri secoli e aree geografiche. Il testo fin qui è scientificamente completo a livello nozionistico, sembra però ignorare il cortocircuito logico che si crea mettendo a confronto la realtà storica e quella attuale.

Jim Al Khalili
La città di Baghdad all’epoca della Bayt Al Hikma

L’autore lo sa: oggigiorno il paradosso tra scienza e religione è più che mai evidente, come mai prima le tensioni sono palpabili. Non disdegna perciò un’accurata riflessione tra le visioni religiose della scienza e quelle che la comunità laico-scientifica ha dei limiti religiosi. Una brillante analisi di differenti punti di vista, che va letta e ragionata nell’intimo, alla luce di tutta la ricchezza esplorata nel corso della lettura che la precede.

Ringraziamo ancora Costanza Di Mauro per il suo preziosissimo contributo, la sua descrizione ci ha stregato oltre che ha darci bel materiale per il futuro. Non vediamo l’ora di scoprire cosa ci riserverà settimana prossima. Seguiteci sulla nostra pagina facebookYouTube e Instagram, ogni like, condivisione o supporto è ben accetto e ci aiuta a dedicarci sempre di più alla nostra passione: raccontare il Medio Oriente.

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