American Gods, il romanzo

Per iniziare la settimana dedicata ai libri vi portiamo negli Usa, fra discorsi sulla fede e ricordo. American Gods si è rivelata fin da subito una perla inaspettata, un viaggio tanto profondo quanto sorprendente in uno dei concetti più primordiali dell’uomo. Questo libro rivela inoltre la profonda presenza del Medio Oriente e non solo negli Usa, fonte di spunto unica se amate la mitologia.

American Gods

Dopo tre anni di prigione Shadow sta per tornare in libertà quando viene a sapere della morte misteriosa della moglie e del suo migliore amico. Sull’aereo che lo riporta a casa l’uomo riceve una proposta di lavoro da un tipo piuttosto enigmatico, Mister Wednesday: Shadow accetta, ma gli servirà ancora qualche tempo per scoprire chi sia in realtà il suo capo, chi siano i suoi compagni d’affari e chi i suoi concorrenti.

Viaggio nelle divinità migranti

Il romanzo porta il lettore in un’america nascosta, celata un po’ per paura e un po’ per l’esaurirsi del ricordo, tematica fondamentale in tutto il libro. Neil Gaiman spinge il lettore a rivalutare la storia degli States, provando ad immaginare cosa avvenne prima dell’arrivo di Colombo.

American Gods
Cairo, in Illinois

In American Gods si provano allora ad immaginare i mille popoli che, per un motivo o l’altro, sono capitati negli Usa, lasciando alle volte solo una traccia: i propri idoli e divinità. Questa la traccia più grande dell’essere umano: la fede, caratteristica presente in qualsiasi popolo dall’alba dei tempi. Se volete proseguire sappiate che troverete spoiler, il libro porta tematiche troppo interessanti per non darne nemmeno un accenno. In futuro arriverà anche un articolo sulla serie che, vi assicuriamo, ha toni molto diversi.

La fede per la sopravvivenza del dio

La fede e il ricordo sono i temi portanti di tutta l’opera, messi in scena con pazienza e con un crescendo d’intensità. Ci viene fin da subito posta una domanda fondamentale: “cosa rende o meno viva una divinità e un culto?”. La risposta non può che essere la fede, posta da Gaiman in temi molto diversi. L’autore sceglie infatti di distaccarsi il più possibile dalle fedi monoteiste, andando a selezionare piuttosto le “fedi antiche”, ormai trasformatesi perlopiù in mitologia, e quelle moderne, legate ai media.

American Gods
Anansi, il dio ragno tipico dell’Africa Occidentale

Nel romanzo viene infatti allargato il raggio d’azione delle “fedi tradizionali”, ragionando sul mero tempo che dedichiamo ad ogni cosa. Più e più volte infatti ci verrà ribadito come, al giorno d’oggi, siano proprio gli apparecchi audiovisivi i veri padroni del nostro tempo, scalzando quello che era all’origine il tempo della fede.

Dei americani

L’intero romanzo è costruito come un percorso iniziatico in cui Shadow Moon, il nostro protagonista, dovrà avere fede per comprendere ciò che ha attorno, il quale si troverà più e più volte in mezzo a vere e proprie antiche divinità. Lo stesso Mr. Wednesday si rivelerà essere fin da subito il leggendario dio Odino, sorta di Virgilio per Dante, suo accompagnatore nel mondo nascosto degli “dei migranti”.

American Gods
La leggendaria Regina di Saba

Sarà qui che Neil Gaiman ci mostrerà alcuni delle divinità più incredibili del mondo, molte delle quali originarie del Medio Oriente. L’autore non si fa problemi ad ammettere la possibilità di “arrivi” insospettabili quali egizi o quant’altro ma, molto probabilmente, non sarebbe mai valsa la pena di tornare. Senza contare alle divinità portate dagli schiavi africani come, ad esempio, Anansi, il dio ragno, o da semplici migranti innamorati delle proprie antiche leggende. Il panorama di divinità è impressionante e si passerà da personaggi biblici come “La regina di Saba” ad altri assolutamente pagani come lo slavo “Chernobog”. Un incredibile viaggio nella storia dimenticata degli Usa, con tanto Medio Oriente di sottofondo ad un romanzo che indaga nei misteri più primari dell’uomo.

Domani continuiamo la settimana dei libri con “Il giocatore d’azzardo” di Mahmoud Darwish. Seguiteci sulla nostra pagina facebookYouTube e Instagram, ogni like, condivisione o supporto è ben accetto e ci aiuta a dedicarci sempre di più alla nostra passione: raccontare il Medio Oriente.

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