Lalla Fatma n’Soumer, l’Algeria incarnata

Concludiamo la nostra rassegna algerina con una delle figure che più rappresenta l’anima di questo incredibile paese. Lalla Fatma n’Soumer fu una ribelle cabila che guidò il proprio paese alla resistenza antifrancese, tanto devota alla casa da preferire cadere, piuttosto che sottomettersi.

Colei che parla ai santi

Fatma n’Soumer nacque a Werja in Cabilia, intorno al 1830. La sua famiglia era da sempre appartenente alla confraternita sufi dei Rahmaniyya, all’epoca presente in tutta la regione. La vicinanza con la religione si fece sentire fin in tenera età nella piccola Fatma, che impose alla famiglia la sua volontà di studiare fin da giovane il Corano, nonostante ciò fosse malvisto per le tradizioni locali. La sua tenacia si farà ancor più nitida con il rifiuto ad un matrimonio forzato, e preferì diventare un’eremita, piuttosto che sottomettersi alle volontà della famiglia.

Lalla Fatma
Probabile ritratto di Lalla Fatma

In questo periodo sembra abbia avuto le prime visioni, cosa che la portò in brevissimo tempo a diventare una delle figure mistiche più influenti della regione. La sua leggendaria bellezza, unita alla grande saggezza che la contraddistingueva, contribuì fin da subito a diffondere la sua storia in tutto il paese, arrivando fino ad orecchie francesi.

Amore e guerra

I transalpini erano infatti giunti in Algeria nel 1830 e, dopo anni di conquiste, avevano sottomesso quasi tutto il paese, eccetto la Cabilia, fortino inespugnabile della resistenza. Nel 1847 la famiglia di Lalla Fatma si schierò definitivamente contro gli invasori europei, 2 anni dopo la sua vita cambiò per sempre.

Lalla Fatma
Lalla Fatma e Bou Baghla

In quella data, fece il suo arrivo in Cabilia Bou Baghla, uno dei luogotenenti dell’emiro Abdelkader, deciso a non arrendersi nonostante le tremende sconfitte. Una figura tanto carismatica farà subito breccia nel cuore dell’eroina, la quale mobilitò l’intera regione, donando al condottiero un esercitò più agguerrito e motivato che mai. Si dice che tale amore fosse anche ricambiato ma, a causa della sua precedente rinuncia, mai consumato, cosa che coprirà per sempre quest’unione di leggenda, grazie anche ai grandi risultati militari. Il duo riuscì infatti a trionfare in diverse battaglie, mettendo l’esercito francese in grande difficoltà e rischiando anche di catturare il generale Randon, mente della spedizione transalpina.

Mai in ginocchio

Il 26 dicembre 1854 Bou Baghla venne ucciso, forse per mano amica, e Lalla Fatma venne eletta a capo della rivolta. Dopo diversi mesi di battaglie, il rifugio della santa venne cinto d’assedio e l’11 luglio la resistenza fu spenta e l’eroina catturata. Secondo la leggenda, Randon fu tanto colpito dal coraggio e dalla bellezza di questa guerriera, da proporle un matrimonio, offerta naturalmente rispedita al mittente.

Lalla Fatma
Lalla Fatma by Rori

In seguito, Lalla Fatma venne inviata al campo di internamento di Beni Slimane, luogo che divenne subito meta dei pellegrinaggi di centinaia di fedeli, decisi a celebrare una figura che tanto aveva dato al paese. Morì nel 1863, a causa di un’infiammazione al basso ventre che portò poi alla paralisi delle gambe, mai in ginocchio, fino alla fine. Ancora oggi questa figura è spesso utilizzata per rappresentare l’Algeria, una donna indomabile e di estrema bellezza, tanto musulmana quanto berbera, decisa a dar la vita piuttosto che lasciarsi sottomettere.

Finita la rassegna Algerina, inizieremo quella dedicata al Nowruz, il capodanno persiano. Fra oggi e domani vi spiegheremo la programmazione nel dettaglio. Seguiteci sulla nostra pagina facebookYouTube e Instagram, ogni like, condivisione o supporto è ben accetto e ci aiuta a dedicarci sempre di più alla nostra passione: raccontare il Medio Oriente.

 

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