Zanzibar, il centro del mondo

Oggi vi parliamo di un luogo conosciuto ai più come meta marittima ma che conserva una cultura incredibile. Zanzibar, un’isola magica in grado di attrarre bantu, arabi, persiani, indiani ed europei

Bantu, arabi e portoghesi

Storicamente, i primi a giungere su quest’isola furono i bantu, un popolo africano che, con il passare del tempo, colonizzò tutta l’Africa meridionale, spingendosi fino all’attuale Sud Africa. Con il passare del tempo, Zanzibar divenne un’isola sempre più interessante per gli arabi, grazie alla sua posizione, infatti, era un crocevia fondamentale per il commercio con l’India.

Zanzibar
Kilwa

Con l’arrivo degli arabi e dei persiani, la lingua dei bantu si sviluppò molto, arrivando ad inglobare moltissimi vocaboli e formando poi lo swahili. Influenze di queste due lingue sono evidentissimi già banalmente nelle parole: “Zanzibar”, che deriva dal persiano zanj e che vorrebbe dire “Terra dei Neri”, e “swahili”, che deriva da sawahili ovvero “costiero” in arabo. Nel 1499 l’isola venne conquistata dai portoghesi con l’obiettivo di soppiantare gli arabi nel commercio. Il loro dominio ebbe però un effetto nefasto sulla civiltà locale che entrò in un periodo di incredibile declino economico-culturale.

Perla dell’Oman

Nel 1698 i sultani dell’Oman conquistarono l’arcipelago, facendolo rifiorire in brevissimo tempo. Intorno al 1830 venne fondata dagli omaniti l’attuale capitale Stone Town, la città divenne in breve tempo tanto ricca e florida, da farne capitale del sultanato nel 1840. Durante questo periodo la civiltà swahili visse uno dei suoi periodi più floridi in assoluto, arrivando ad essere vera e propria egemone in Africa meridionale e attraendo sempre più civiltà lontane.

Zanzibar
Beit Al Amani

Proprio a questo periodo risale, infatti, il primo insediamento sull’isola di mercanti indiani, i quali contribuirono a rendere ancor più ricco questo luogo. Purtroppo va anche ricordato che, uno dei motivi di questa prosperità, era un fluente commercio di schiavi; si stima infatti che sull’isola ne venissero venduti circa 50’000 l’anno. In particolare uno di questi schiavisti, conosciuto con il nome di Tippu Tip, divenne tanto influente e ricco da sostituirsi de facto al sultano, riuscendo ad espandere la sua influenza fino in Congo.

Inglesi ed oggi

A partire dal 1890 l’isola tornò ad essere preda ambita dagli europei che, con il trattato di Helgoland-Zanzibar, l’affidarono agli inglesi. Questi governarono l’isola fino al 1963, imponendo l’abolizione della schiavitù nel 1897. Una volta che i britannici lasciarono l’isola, questa si unì alla Tanzania, andando a formare lo stato che conosciamo oggi.

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