Spotify sbarca in Medio Oriente

Una notizia che lancia un chiaro monito per tutti coloro che fino ad ora avevano occupato il posto della piattaforma verde nel mercato arabo. Questo ovviamente però significa anche un’offerta di musica araba sempre più ricca e varia per gli utenti.

Una lunga attesa

Sembrava non arrivare mai il momento giusto, ogni volta la casa svedese sembrava pronta ad addentrarsi in Africa e Asia ma, a causa di diversi problemi, il tutto veniva sempre rimandato. Questo novembre però buona parte dei problemi che affliggevano la piattaforma è stato finalmente risolto.

Spotify
I palestinesi di DAM sono stati fra i primi a dare il benvenuto agli svedesi

Dal 15 novembre infatti Spotify Arabia è sbarcato definitivamente in Middle East con Spotify Arabia, un servizio interamente dedicato a questa parte di mondo.

Anghami & co. ?

In molti adesso però riflettono riguardo al futuro della musica in questi paesi. Come sempre infatti, si era creato una sorta di sistema parallelo a Spotify che serviva ad ovviarne la sua mancanza. In questi anni il Medio Oriente ha visto imporsi sia aziende storiche come Apple Music r Deezer, sia player locali come Anghami.

Spotify

Il futuro di quest’ultima in particolare potrebbe subire in maniera eccessiva la competizione con il leader svedese. L’azienda de facto era la versione araba di Spotify e c’è il rischio che da ora venga presa sempre meno sul serio, sopratutto se i concorrenti sono presenti in gran parte del mondo conosciuto.

Più scelta

Sicuramente l’arrivo di un colosso della musica non potrà far altro che avvantaggiare chi in questo universo ci vive o lo vuole scoprire. Non è escluso infatti che visto l’attuale successo dei BowLand, non si riscopri sempre di più e sempre meglio un genere di musica che troppo stesso fugge. Inoltre il tutto è una grande notizia per i musicisti che avranno un nuovo ed autorevole partner su cui far riferimento.

JadaL
JadaL, il rock giordano

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